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L’Ospedale di Avezzano finisce nell’occhio del ciclone mediatico. Le Iene sono tornate dopo che due dipendenti hanno raccontato di aver subìto interrogatori e minacce per aver girato dei video all’interno dei reparti.

Ora l’azienda sanitaria vuole scoprire l’autore del video, vuole identificare il colpevole. Roberta Rei, inviata del programma televisivo Le Iene, è tornata all’interno del nosocomio marsicano per denunciare le grandi pressioni che il personale sanitario sta ricevendo dopo il video girato all’interno del reparto di medicina e andato in onda giovedì scorso.

Il servizio parte dalle due morti avvenute nel piazzale antistante al Pronto Soccorso: il decesso di Maria Giuseppa Palma, malata di Covid-19, avvenuto nel parcheggio della struttura ospedaliera, e il decesso (accaduto pochi giorni dopo) di Enzo Di Felice , che poi è stato attribuito ad un infarto, così come documentato dalle stesse indagini espletate dai Carabinieri di Avezzano, su mandato della Procura.

“Sembra che la direzione voglia sapere chi ha fatto quel video, se lo scoprono rischio il posto di lavoro. Lavoriamo solo con un camice azzurro, senza mezzi, senza niente. Tutti pazienti Covid e dobbiamo lavorare con le buste della spesa sui piedi per proteggerci. Non vengono a portarci da mangiare, si dimenticano delle persone che devono lavare”, le testimonianze giunte alla redazione delle Iene.

Le immagini avrebbero portato anche a risultati immediati. “Sono arrivati i dispensatori di amuchina”, ci racconta un testimone. “La mattina abbiamo ricevuto 30 tute, i guanti, le cuffie… tutta roba che mancava”, aggiunge un altro. “Una dirigente ci ha chiamato e ha interrogato me e altri colleghi, vogliono capire chi ha fatto quel video”, ci racconta però un testimone.

“La direzione sanitaria ha aperto un’indagine, hanno capito quando è stato girato il video e interrogato chi era di turno quel giorno”. Un’indagine legittima ma che secondo i nostri testimoni potrebbe essersi spinta un pochino oltre. “Ci hanno detto che il compito di capire chi ha mandato quel video sarà affidato alla procura e alla polizia postale”, ci dicono. “Hanno detto che ci possono mettere i telefoni sotto controllo”.

Afferma la redazione de Le Iene: “Per cercare di capire quale sia la situazione, la nostra Roberta Rei si è recata di persona all’ospedale nel tentativo di confrontarsi con i dirigenti medici e la direzione sanitaria. Un confronto che per adesso purtroppo non c’è stato, ma per cui noi rimaniamo assolutamente disponibili. Al personale dell’ospedale comunque vogliamo fare una promessa: se dovesse succedere qualcosa a chi ha denunciato cosa sembra non funzionare in questo ospedale, noi torneremo”.

Una situazione critica quella dell’Ospedale di Avezzano, che rischia di esplodere e che, ad oggi, rimane scacco di una politica regionale che continua a negare l’evidenza messa sotto gli occhi di tutta la nazione grazie alle telecamere arrivate dalle redazioni di mezza Italia.

Coronavirus e sanità al collasso: posto a rischio per aver denunciato? – Le Iene (mediaset.it)

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