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SULMONA – Sarebbe arrivata in ospedale con un forte mal di testa che si portava dietro da giorni ma quella mattina, fra il sistema informatico in tilt e le lunghe file in pronto soccorso, è stata costretta ad attendere il suo turno all’esterno. Brutta disavventura per una donna sulmonese colta da malore mentre chiedeva le cure mediche del locale nosocomio. A denunciare il caso alla nostra emittente è stata la diretta interessata. “Sono entrata in pronto soccorso in via Montesanto e ho parcheggiato la mia vettura. Ma prima di accedere nella sala d’attesa interna ho dovuto aspettare la chiamata dei sanitari fuori l’ingresso principale con tutte le conseguenze del caso in termini di salute. Faceva caldo e non ero in condizioni. Per questo ho avuto un mancamento, sono stata curata e mi sono ripresa solo in un secondo momento”- racconta la donna. Le nuove direttive anti-Covid prevedono, dopo la misurazione della temperatura corporea, l’accesso al pronto soccorso solo per gli utenti e non per gli accompagnatori, nell’ottica del contingentamento degli ingressi. Quella mattina qualcosa è andato storto, stando alla denuncia della donna, fermo restando le criticità da tempo segnalate. Fuori l’ingresso del nuovo pronto soccorso mancherebbe infatti una pensilina o un punto di appoggio per gli utenti e per gli accompagnatori. Una carenza che si scontra con le alte temperature della stagione. Recarsi in pronto soccorso per chiedere le cure e accusare un malore non è il massimo. Per questo è necessario, al di là del caso di specie, che chi di dovere intervenga.

Andrea D’Aurelio

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