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RAIANO – Cinque anni e sei mesi di reclusione, sospensione della potestà genitoriale, interdizione dai pubblici uffici, risarcimento da quantificare in sede civile con una provvisionale da 20 mila euro, pagamento delle spese processuali sostenute dalla vittime che si liquidano in 6300 euro. E’ questa la pena comminata dal giudice monocratico del Tribunale di Sulmona, Francesca Pinacchio, a F.S., 47 enne di Castelvecchio Subequo, finito alla sbarra per la brutale aggressione ai danni di due giovani. Sotto processo era finito anche G.A di 49 anni, assolto per insufficienza delle risultanze probatorie, ovvero per non aver commesso il fatto. Per il giudice non ci fu concorso di reato. Ma andiamo con ordine. Il pestaggio ai danni di due giovani del circondario, in un bar di una stazione di servizio alle porte di Raiano, risale al 30 marzo2016. La battente attività d’indagine fu curata dalla Squadra Anticrimine del Commissariato di Sulmona, coordinata all’epoca dei fatti dal Sostituto Commissario Daniele L’Erario, in collaborazione con la Squadra Mobile dell’Aquila. I due imputati erano accusati di aver aggredito violentemente due giovani della vallata che si   presentarono quella sera nel locale da loro gestito. Tutto sarebbe cominciato perché uno dei due avrebbe acceso una sigaretta. Le vittime della brutale aggressione, una delle quali costituitasi parte civile tramite l’avvocato, Andrea Liberatore, avevano riportato danni ingenti. Uno dei due era finito in coma per mesi tant’è che dalle lesioni, giudicate guaribili in quaranta giorni, era derivata una malattia ed una incapacità  ad attendere alle ordinarie occupazioni. L’altro giovane aveva rimediato invece una frattura scomposta alla falange con ventinove giorni di prognosi. Il castello accusatorio è rimasto solido solo per il 47 anni, difeso dall’avvocato Francesco Valentini dell’Aquila, al quale è stata inflitta la pesante condanna. Nessuna prova di colpevolezza è emersa invece a carico del 49 enne, assistito dall’avvocato, Alberto Paolini, che si era dichiarato fin da subito estraneo ai fatti. Il legale ha fatto cadere l’imputazione più grave, quella del concorso di reato, che ha portato al proscioglimento. In sede di udienza preliminare erano state prosciolte altro due persone finite Inizialmente sotto inchiesta.

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