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SULMONA – Dalle parlamentari ai movimenti per finire con le associazioni di categoria e i comitati. Sono tante le reazioni del day after al via libera del Consiglio dei Ministri alla centrale Snam. Delusione e rabbia per una scelta non concertata stanno prendendo il sopravvento. “Quello di ieri è stato il peggior regalo che il governo targato Pd potesse fare al nostro territorio per le feste di Natale. E’ stata un mossa che in sordina hanno voluto far pesare sulle nostre teste”- afferma Antonio Menchinelli, coordinatore cittadino di Forza Italia. A rincarare la dose è la senatrice Paola Pelino. “Un durissimo colpo sinistro”- tiene a rimarcare- “inutili le nostre battaglie, i nostri atti parlamentari , le nostre continue rimostranze , hanno deciso sopra le nostre teste calpestando i nostri diritti”. “Il Governo ci ripensi, considerando che la Regione già in queste ore sta predisponendo ogni iniziativa anche legale per scongiurare il progetto. In particolare, si valutino altre possibilità, sia come area, sia come impianto”- interviene la senatrice dem Stefania Pezzopane che resta contrariata. Fa un passo indietro il componente della Segretaria nazionale del Psi Massimo Carugno. “La decisione finale è stata assunta ieri, e forse non era più possibile cambiarla, ma la genesi del progetto, e la discussione sulla sua opportunità, parte molti anni prima quando in Italia e in Abruzzo comandavano altri”- ricorda Carugno. Ma interviene anche il Vice Presidente della Regione Giovanni Lolli che ieri ha partecipato a un’audizione del Consiglio dei Ministri. “Ho confermato la netta contrarietà della Regione sulla realizzazione della centrale di decompressione. Siamo stati sempre contrari ad una soluzione del genere e lo abbiamo ribadito anche davanti al Governo”- ha precisato, confermando il ricorso al Tar. Più duro con tutto il leader di Italica Alberto Di Giandomenico. “Non voglio pensare e non voglio credere che il nostro governatore Luciano D’Alfonso sia stata scavalcato o non sapeva nulla di questa decisione”- incalza Di Giandomenico che “sfida” l’assessore regionale alle aree interne Andrea Gerosolimo: “risolvi questo problema e dimostra a questo territorio di valere quello che molti dicono”. E Gerosolimo si dice disposto a tutto. “Mi auguro”- fa sapere l’assessore- “che tutti gli amministratori militanti nei partiti politici che hanno, ancora una volta, calpestato la dignità di questo territorio abbiano il coraggio di intraprendere, insieme a me, azioni forti e significative”. Ma il grido d’allarme finale arriva da Confesercenti Abruzzo. “È un grido di allarme derivante dalla espoliazione continua ai danni di un territorio: chiusura delle Caserme, chiusura del Tribunale, chiusura dell’Ospedale, chiusura dell’Università, ridimensionamento della tratta ferroviaria, ridimensionamento degli investimenti pubblici. Oggi si assiste a scelte politiche che segneranno per sempre, negativamente, un Abruzzo interno”.

Andrea D’Aurelio

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