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CASTEL DI SANGRO – Al vaglio una denuncia all’autorità giudiziaria per omessa custodia. Si sta muovendo in questa direzione il giovane residente a Castel Di Sangro che la sera dello scorso lunedì, sulla statale 17 tra Roccaraso e il capoluogo sangrino, ha investito con la sua Golf l’orso Juan Carrito, simbolo dell’Abruzzo. Un incidente involontario che ha provocato lo schianto dell’esemplare contro il guardrail, lasciandolo agonizzante per quasi un’ora, mentre sul posto intervenivano i Carabinieri di Castel di Sangro, i guardia parco, i forestali e le autorità del Comune di Castel di Sangro e i rappresentanti del Parco. E mentre tanti, passando in auto, scattavano foto e video che lo ritraevano nei suoi ultimi istanti di vita. Una morte che ha messo in ginocchio gli abruzzesi, affezionati a Carrito per le sue scorribande. Una notizia che pone più di una riflessione in ordine alla tenutà del sistema dal momento che l’orso, morto pur sempre nella libertà, è arrivato sulla statale. L’automobilista nel frattempo, ancora sotto shock, non è riuscito ad evitare l’impatto con l’esemplare. Un brutto trauma emotivo, amplificato anche dal clamore e dai commenti sui social. Non guidava in stato di alterazione nè a velocità sostenuta come emerso dai primi rilievi. Per questo, visti i danni ingenti riportati dalla vettura e alla luce delle possibili conseguenze sul fronte della sicurezza stradale, il giovane opziona una querela per l’omessa custodia. Proprio in queste ore ha incaricato il suo legale, Gaetana Di Ianni, per tutte le valutazioni del caso. Nel frattempo è stata eseguita la necroscopia sulla carcassa di Carrito. Dagli accertamenti sarebbe emerso che l’orso aveva un occhio compromesso e un’infezione in corso al collo.

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