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POPOLI – Scripta volant. Rimodula anche la locuzione latina, il Movimento Avanti Tutta, per esprimere tutta la sua delusione sul futuro dell’ospedale di Popoli, alla luce della presentazione del nuovo piano sanitario regionale. Una lunga esternazione di promesse disattese che potrebbero portare, il movimento, a riarmare la lotta con una nuova mobilitazione. “L’Assessore Verì ed Il Direttore Mascitelli avevano di fatto, su nostra sollecitazione, apportato delle modifiche alla pianta organica della Chirurgia ed Ortopedia di Popoli in quanto nella bozza presentataci venivano penalizzate rispetto alla situazione attuale, queste tuttavia non ripristinavano del tutto le attuali dotazioni organiche ma venivano condivise in base ad affermazioni sulla impossibilità di variare i numeri dei posti letto totali della Regione” – intervengono dal movimento non senza sottolineare che l’intero ospedale viene reso una “dependance di Pescara senza un minimo di autonomia e questo mentre realtà, come ad esempio l’Ospedale di Penne, vengono, giustamente (per quel che ci riguarda) incrementate, e non solo nei posti letto. Non ci si venga poi a dire che in quel momento non c’era il tempo necessario per renderle definitive perché il piano non è stato poi presentato dopo pochi giorni come era stato affermato ma dopo quasi tre mesi e, comunque, il tempo di apportare altre modifiche, come nel caso di Penne, lo si è avuto”. Riguardo al centro riabilitativo, il movimento fa notare che “ogni nuova Giunta che si insedia promette ma poi non realizza nonostante non ci siano ostacoli da parte del MEF e, a parole, politici: siamo, come mancata promessa già quasi al terzo lustro”. Quanto basta per tornare in “stato di agitazione” e minacciare una nuova protesta. L’ultima, in data 29 ottobre 2016, fu massiccia e imponente.

Andrea D’Aurelio

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