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SULMONA – L’incontro con famiglia, studenti e istituzioni in Comune. Il lancio dei palloncini nel cortile di Palazzo San Francesco e la serata di beneficienza al Teatro Comunale “M. Caniglia” con Antonello Persico che canta De Andrè. Sarà una giornata piena di eventi quella del 6 aprile prossimo, decimo anniversario del tragico sisma aquilano, nel quale perse la vita anche la sulmonese Roberta Zavarella. Dopo dieci anni, finalmente, Sulmona ricorda una sua concittadina. Per troppo tempo si è andati avanti senza che nessuno alzasse un dito. Eppure le istituzioni erano in prima fila dieci anni fa. Alla fine ci hanno pensato i giovani. E’ stato il comitato Insieme nel ricordo di Roberta Zavarella a promuovere la giornata in sua memoria, in attesa dell’intitolazione di un luogo di aggregazione della città, probabilmente un parco giochi dove sarà collocata anche un’opera. “Ringrazio quanti si sono adoperati per ricordare Roberta, soprattutto è bello e significativo che a ricordarla siano i giovani, è un fatto che ci dà coraggio”- ha esordito in conferenza stampa la sorella Fiorentina, particolarmente emozionata intervenuta assieme all’assessore comunale alla cultura, Emanuela Cozzi, al consigliere comunale Andrea Ramunno che ha dato manforte alla macchina organizzativa, a Roberta Di Censo del comitato, all’avvocato Silvia Iafolla, amica di Roberta e a Vincenzo Bisestile, Presidente dell’associazione Nomadi Fans Club. La giornata dedicata al ricordo di Roberta si aprirà alle 11 con l’incontro della famiglia con studenti, cittadini ed istituzioni nell’aula consiliare del Comune di Sulmona. Alle 12 un simbolico lancio di palloncini dal cortile di palazzo S.Francesco. Alle 21,30 appuntamento in Teatro con la musica di De Andrè. La colonna sonora della serata sarà “Anime Salve”, il brano che il medico Antonello Persico si sente di dedicare a Roberta, la “ragazza dedita allo studio e speciale in tutte le cose. Credeva in sé stessa e ai veri valori. Quella notte partì per l’Aquila perché voleva migliorare il voto di un esame. Aveva preso 28 e voleva un 30”- hanno ricordato Silvia Iafolla e l’altra Roberta, la Di Censo. Il ricavato della serata al “Caniglia” sarà devoluto al punto nascita dell’ospedale di Sulmona. Perché la vita continua. E’ giunto finalmente il momento di ricordare. E se Roberta quella notte è morta nell’attesa di un esame perfetto e di un trenta che poi non ha fatto in tempo a verbalizzare, il ricordo della sua città e di un intero territorio sicuramente conferirà la lode. A lei e alla persona che era.

Andrea D’Aurelio

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