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SULMONA – Il sindaco chiama Forza Italia. Vanno avanti le consultazioni a Palazzo San Francesco dopo l’appello del primo cittadino che ha aperto a tutte le forze politiche, certificando il venir meno della maggioranza uscita dalle urne due anni fa. Dopo Avanti Sulmona che ha aperto le consultazioni di Palazzo, oggi il sindaco non ha ascoltato nessuno, ma ha preso contatti con il capogruppo di Forza Italia in Consiglio Comunale Elisabetta Bianchi. Prima una chiamata alla consigliera e poi un sms fin quando le due, rivali in Consiglio, si sono viste per concordare un appuntamento. Nessun confronto serrato per il momento e nulla di più ma solo la volontà di incontrarsi che comunque è un dato politico da rilevare, tenendo conto che non si sa se tutte le forze politiche di minoranza accetteranno il confronto. Ma per la Bianchi questa si chiama correttezza istituzionale. “Io credo che sia mio dovere istituzionale, avendo il sindaco convocato non Elisabetta Bianchi ma il gruppo consiliare, partecipare all’ascolto del sindaco”- afferma il capogruppo di Forza Italia che stamane ha preso parte, assieme a Fabio Ranalli e altri componenti, all’Ufficio di Presidenza. “Entro questa settimana o l’inizio della prossima vorrei completare il giro delle consultazioni”- fa sapere la Casini che dopo aver inviato la pec ai gruppi consiliari, ieri alle 13.47, ha proceduto oggi a contattare singolarmente alcuni dei consiglieri. Nel frattempo arriva la reprimenda degli ex di Noi con Sulmona, fortemente critici con l’amministrazione comunale. “Il monologo messo in scena in un’aula consiliare deserta e nel tangibile imbarazzo degli stessi consiglieri di maggioranza, dà il senso compiuto della maldestra mistificazione, in cui le regole dell’agire politico sono piegate alla ostinata esigenza del tirare a campare e, nella migliore delle ipotesi, per assecondare il cupo disegno di vanagloria del Sindaco e dei suoi collaboratori”- fanno notare dell’associazione- spiegando che “la vicenda, però, assume toni inequivocabilmente drammatici se si pensa che la risibile pantomima delle dimissioni avviene nel momento in cui Sulmona vive una delle peggiori fasi della sua storia, poiché attraversata da una crisi paurosa in ogni comparto produttivo, aggredita da insediamenti che creano nocumento all’ambiente e alla salute dei cittadini e sottoposta a continue sollecitazioni che tendono a penalizzarla nei suoi servizi essenziali (con particolare riferimento all’ospedale ridotto ad ospedale di base conseguendo il risultato di un costante saccheggio di risorse umane e strumentali)”. Tra fiducie a tempo e prove di consultazioni l’impresa si fa sempre più difficile per il sindaco che resta in pieno ascolto.

Andrea D’Aurelio

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