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SULMONA – “Non essendo stato eseguito un adeguato studio geologico ed un relativo calcolo e verifica strutturale delle opere poste in essere in luoghi aperti al pubblico, non può essere escluso a priori un deficit strutturale o da evento sismico delle stesse recinzioni”. Dopo gli esposti presentati dagli attivisti No Snam, è il circolo cittadino del Pd a sollevare il dubbio sulle autorizzazioni alle recinzioni dei cantieri allestiti in piazza Di Bartolomeo e al piazzale del cimitero per il monitoraggio della qualità dell’aria. “Alla luce degli ultimi accadimenti generati dall’avvenuta installazione delle centraline di monitoraggio – scrive il Pd rivolgendosi al sindaco, Annamaria Casini -, ci corre l’obbligo segnalare un ulteriore ‘dubbio’ sulla correttezza amministrativa/procedurale che Snam sta effettuando in questi giorni. Sebbene gli esposti del comitato abbiano già messo in evidenza alcuni aspetti amministrativi, riteniamo che la procedura di realizzazione delle recinzioni a protezione delle stesse centraline sia carente di autorizzazioni importanti che ne invaliderebbero la stessa costruzione. Se così fosse si aprirebbe inevitabilmente un procedimento amministrativo/penale nei confronti della stessa società utile a frenare la corsa alla costruzione della centrale”. Secondo il Pd “le recinzioni da poco realizzate, sebbene ‘provvisorie’ come dichiarato da Snam, insistono su area aperta al pubblico e sono annoverabili nelle classi d’uso I e II di cui al paragrafo 2.4.2 del D.M. 14.01.2008. Una centralina è ubicata a ridosso del Campo Sportivo Mezzetti sul manto stradale, l’altra è ubicata lateralmente al parcheggio del Cimitero di Sulmona su terreno vegetale . Per quanto da noi verificato, queste recinzioni sono soggette ad autorizzazione del Genio Civile, in quanto non rientrano nella tipologia della Sez. B, comma 1 della Tabella B allegata alla Legge 64/1974 e s.m.i. In particolare la recinzione supera i due (2) metri di altezza contrastando palesemente con quanto previsto dalla stessa tabella”. Da qui la richiesta di verifiche al sindaco per fugare il dubbio.

Andrea D’Aurelio

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