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SULMONA – ”Nel proporci il problema dell’incontro tra antico e nuovo non basta preoccuparsi di salvare l’antico; occorre anche difendere il nuovo”. Si affida alle parole di Bruno Zevi, l’assessore comunale ai lavori pubblici Mauro Tirimacco, per rispondere al critico d’arte Vittorio Sgarbi che nei giorni scorsi aveva bocciato il restyling della Rotonda di S. Francesco, con tanto di post su facebook, definendo quell’operazione uno “sfregio” al patrimonio artistico-architettonico della città. “Io come professionista non scendo a questi livelli di dibattito e li lascio volentieri ai leoni da tastiera, se qualcuno ha da lamentarsi può fare un regolare esposto oppure un accesso agli atti, ne abbiamo già avuti diversi”- interviene Tirimacco- “per quanto riguarda l’intervento è stato condiviso ed autorizzato dalla competente Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Abruzzo, preposta al rilascio dell’autorizzazione per l’esecuzione di opere e lavori di qualsiasi genere sui beni culturali, previa presentazione di un progetto. L’intervento a differenza di quanto afferma l’illustre professore è removibile e non può deturpare nessun monumento, i nuovi arredi che hanno sostituito i precedenti in malta cementizia sono in travertino toscano di eccezionale qualità, la cui semplicità nelle forme rappresenta un valore aggiunto alle tipologie di arredo standardizzato.  Probabilmente il prof. Sgarbi preferiva la riproduzione di un arredo come falso storico oppure mi auguro l’eliminazione di tutti gli arredi (più condivisibile ma non rientrava nelle richieste dell’amministrazione), l’idea di riproporre dei falsi storici, non si sposa con la mia idea di architettura, come se quando avessero costruito i nostri monumenti gli interventi non erano attualizzati come innovativi e contemporanei”- conclude Tirimacco.

Andrea D’Aurelio

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