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SULMONA – Saranno i futuri ministri, unitamente al Capo di Governo che dirigerà il Consiglio dei Ministri, a decidere se sarà il caso di fare esercitare o meno, anche in carcere ( non escludendo quelli di Sulmona, L’aquila ed Avezzano) la pratica umana più desiderata. Il riferimento è al decreto attuativo sull’affettività in carcere e a tornare sull’argomento, incalzando le istituzioni, è il Segretario della Uil Pa Polizia Penitenziaria Mauro Nardella. Per sapere quindi se sarà possibile fare sesso in carcere o sarà del tutto escluso dal processo riformatore bisognerà aspettare ancora visto che, la produzione di un eventuale decreto attuativo ad hoc, potrebbe essere portata avanti entro l’estate prossima. “Molto ci sarebbe da approfondire”- secondo Nardella- “su come sarà esercitato l’obbligo della vigilanza visto che in carcere i poliziotti penitenziari questo fanno. I permessi di affettività che sono stati contemplati quali soluzioni tampone al problema del “voyaierismo istituzionale” non potranno non tener conto di un ulteriore aggravio di lavoro che i competenti addetti saranno chiamati a svolgere come ad esempio il disbrigo delle pratiche, l’accompagnamento del detenuto presso l’apposito albergo. Il sindacalista non nega che “pur rispettando i ruoli dei legislatori nel voler coltivare questa eventualità, in un’era dove si è pensato più a tagliare 5000 uomini di polizia penitenziaria anziché aumentarli, sarà molto difficile che il quadro futuro possa essere compatibile con una decisione positiva in tal senso”.

Andrea D’Aurelio

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