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SULMONA – Non solo una vicenda paradossale ma la storia della risonanza magnetica, prevista per l’ospedale di Sulmona, sta assumendo i connotati di una vera e propria “telenovela”. A tre anni esatti dalla messa in funzione del nuovo corpo ospedaliero, il macchinario non riesce ancora a trovare spazio all’interno della struttura per un errore di calcolo. La stanza è troppo stretta ed è pure grezza, in attesa cioè dei necessari lavori di adeguamento. Per questo il Tribunale dei Diritti del Malato, per il tramite della sua coordinatrice Catia Puglielli, chiederà alla Segreteria regionale di Cittadinanzattiva di avviare mirate verifiche per accertare dove è allocato attualmente il macchinario, se in magazzino o altrove e se l’azienda sanitaria ha chiesto il risarcimento danni per le incongruenze rilevate nel precedente appalto. Insomma l’occhio vigile sulla vicenda è dei volontari e non certamente della politica che, dopo aver assunto impegni, non ha seguito l’evoluzione della procedura per addivenire al risultato concreto. Il via libera per l’assegnazione del macchinario a Sulmona arrivò nel 2018. La Asl, a settembre 2019, accorgendosi dalla stanza inadeguata, avviò l’iter per l’affidamento dei lavori. Dopo stalli e silenzi, nel 2021 si arrivò alla diffida per l’impresa incaricata che portò alla rescissione del contratto per le difformità rilevate. Da qui la più recente manifestazione d’interesse per il nuovo incarico. Al bando hanno risposto due imprese. La Asl ha quindi proceduto alla costituzione della commissione, salvo poi sostituirne un componente. Si attende l’aggiudicazione degli interventi che si spera porterà ai titoli di coda della “fiction”, ovvero al posizionamento del macchinario nella sua stanza e allo stop degli esami fuori sede.

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