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SULMONA – Dal bidello ferito a scuola con il coltello all’infezione killer che avrebbe ucciso il sindaco di Bugnara fino agli spari sull’auto in uso alla nostra emittente televisiva. Riavvolgere il nastro è sempre complicato per chi sta sul fronte della cronaca un anno intero, senza badare all’orologio, di giorno ma anche di notte. Non solo per la natura della professione ma anche per missione e passione che fanno fermare l’intera vallata alla notifica della diretta sui social. “Vedi che è successo” commentano da corso Ovidio, dall’ufficio, da casa e dal letto dell’ospedale. Una fidelizzazione che dura da anni e che non può essere cancellata da uno switch-off, tenendo conto che gli schermi di onda tv sono accesi e il marchio, seppur non in via esclusiva, compare nel contenitore d’informazione tutti i giorni. La programmazione del palinsesto, d’altronde e nonostante tutto, resta autonoma. L’immagine simbolo del “nostro” 2022 è quella Rav 4 parcheggiata di fronte la sede della nostra emittente televisiva, raggiunta da tre colpi di pistola ad aria compressa, esplosi sul lunotto e sul montante posteriore della vettura. Una “ferita” che brucia ancora a distanza di un mese e tiene impegnati gli inquirenti chiamati a fare luce sul caso. Tre colpi che hanno creato una barriera di protezione ideale intorno all’emittente televisiva dopo la cronaca a “domicilio” e dimostra che la testata è tutt’altro che innocua sul territorio. Un episodio che colpisce l’informazione. Non solo la nostra ma l’intero settore. Chiunque fa questo mestiere. Per questo sul piano etico la vicenda non può essere esclusa dalla selezione delle notizie più significative dell’anno. Soprattutto per le modalità inquietanti del gesto. Ma si sa che, nella selezione, c’è sempre di mezzo lo stile e l’onestà intellettuale. L’anno 2022 si è aperto con un’altra ferita, quella di Savino, altro nostro collega e collaboratore scolastico della scuola media Capograssi, ferito con un coltello da un minore di 11 anni. Una ferita visibile e un’altra “nascosta”. A febbraio abbiamo raccontato la storia di mamma Oksana, l’ucraina residente in Valle, preoccupata per la figlia svegliata nella sua terra dalle esplosioni. Marzo è stato il mese dello sblocco dei concorsi per gli ospedali nonchè della fine formale dello stato di emergenza per Covid. Ad Aprile la Madonna è tornata a correre nella sua piazza. Una rinascita in tutti i sensi. A maggio la cronaca si è spostata ad Ofena per la tragedia dell’allevatore e l’ipotesi della mafia dei pascoli. Una vicenda sulla quale stanno indagando i Carabinieri della compagnia di Sulmona. Giugno è stato il mese che ha dato l’imprinting allo scacco allo spaccio sul territorio. Degni di nota i quattro arresti eseguiti dalla Guardia di Finanza al termine di un rocambolesco inseguimento da Sulmona a Bussi. La famosa rapina al corriere della droga. Risale invece a luglio il giallo irrisolto di Castrovalva. Un cadavere di un uomo rinvenuto in un sacco a pelo. Dopo cinque mesi resta ancora senza volto nè nome. Letteralmente parcheggiato nella cella frigorifera dell’ospedale di Chieti. Agosto è stato il mese del rebus per la riapertura delle scuole, dell’Iti interdetto parzialmente ma anche del via libera per il rientro del De Nino-Morandi a Sulmona che ha trovato “casa” in una sede provvisoria. Trasferimento eseguito materialmente nel mese successivo. Ma a settembre il caso più eclatante è stato il rintraccio e l’arresto del latitante, preso in Spagna dalla Guardia di Finanza. Ad ottobre si è molto parlato del bacillo della legionella nelle palazzine Ater. Una vicenda che ha fatto registrare due casi di cui uno, purtroppo, mortale poichè legato anche agli strascichi dell’infezione da Covid. Si tratta della parrucchiera, Luciana Pantaleo. Novembre è stato il mese in cui la cronaca ci è venuta a trovare in quella serata del 29 che è rimbalzata anche sulla cronaca nazionale e ha fatto scattare una rete di solidarietà. Si arriva quindi a dicembre che si è chiuso con la crisi al Cogesa anche se nel nostro amarcord, che sarà tramesso questa sera in tv e sui social nella seconda parte di Onda Tg in versione straordinaria, abbiamo scelto la morte del sindaco di Bugnara, Giuseppe Lo Stracco, che ha messo in ginocchio l’intera vallata. Un anno di notizie, di dirette sui luoghi della cronaca, di stravolgimenti inevitabili che non ci hanno fatto perdere il tempismo e la voglia di stare sul pezzo. Un anno che non sarà mai come gli altri soprattutto per il fatto ormai noto, difficile da metabolizzare. Nel 2023 continueremo ad operare nel quotidiano, andando nei luoghi frequentati dalla gente senza la necessità di portare la gente nei nostri luoghi. Sperando di crescere ancora e di fare sempre meglio. Ogni giorno. D’altronde il nuovo anno sarà come gli uomini lo faranno.

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