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SULMONA – Gli effetti di un comune che ha speso solo il 20 % delle risorse disponibili in bilancio per la manutenzione della città si vedono a occhio nudo. Semafori in tilt negli incroci nevralgici con alto rischio di incidenti, strade dissestate e alta vegetazione. Si è perso il conto delle segnalazioni arrivate a Palazzo San Francesco. L’ultima in ordine di tempo risale a questa mattina. A protestare sono ancora una volta i residenti di piazza Tenente Iacovone diventata la terra di nessuno. Nella giungla del verde pubblico spunta anche un piccolo “orto”. A fare l’amara scoperta sono stati ieri alcuni residenti del quartiere che hanno rinvenuto dei pomodori nel mezzo di un’erba alta e incolta. Oggi è scattato l’esposto in Comune con l’elenco di tutte le criticità della zona. Dall’erba alta un metro e mezzo in piazza Iacovone alla fontanella di via Salvemini che eroga acqua continua da due settimane. Il rubinetto è rotto e i residenti, dopo aver informato la Saca, si sono rivolti al Comune che è competente per la manutenzione delle fontanelle. Importanti perdite d’acqua si registrano anche negli annaffiatoi a terra nelle aiuole di piazza Tenente Iacovone. Mentre, in via Salvemini, è quasi “vietato” circolare per i pedoni proprio per l’alta vegetazione che occupa tutto il marciapiede. La città, insomma, affonda nel degrado e da Palazzo San Francesco tentano di correre ai ripari. Con determina dirigenziale numero 1361 dello scorso 6 settembre è stato affidato, a una ditta di Villalago, l’estensione del servizio di pulitura e taglio erba delle aree verdi per un importo totale di oltre 12 mila euro. Il Comune riprende gli interventi di ordinaria manutenzione e si spera che gli effetti si vedranno presto. D’altronde, per andare avanti con l’esperienza amministrativa, non si può fare altro. L’un-due-tre di Di Masci al sindaco parla chiaro.

Andrea D’Aurelio

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