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Nuovo picco di contagi in Abruzzo. Anche un decesso, una sessantenne della provincia dell’Aquila. Nuovi casi positivi nelle scuole e nei centri di accoglienza del Teramano dove, a fronte degli ultimi contagi, ci si organizza intanto per allestire nuove postazioni mobili per fare tamponi.

Tre ragazzi aquilani e il loro maestro di sci sono risultati positivi dopo essere tornati dalla settimana bianca. Hanno iniziato ad accusare alcuni sintomi a qualche giorno dal rientro da scuola. Sono quindi rimasti a casa e si sono sottoposti ai tamponi. Gli esisti positivi dei test sono arrivati venerdì sera. A quel punto sono quindi scattate immediatamente tutte le procedure di sicurezza, che hanno coinvolto le famiglie dei giovani, le classi della scuola che frequentano e tutte le persone venute a contatto con i giovani.

Diversi i positivi tra medici e infermieri di vari reparti dell’ospedale dell’Aquila. Tamponi a raffica anche ai familiari. Oltre ai ricoveri in terapia intensiva, che riguardano soprattutto pazienti anziani e con altre patologie, al San Salvatore si prendono in carico anche casi gravi di polmonite, segno che il virus non ha perso la sua carica.

Per questo, i posti in terapia intensiva saranno incrementati di 4 unità: lo comunica il primario del reparto di Rianimazione e terapia intensiva Franco Marinangeli che afferma: “Stabiliremo una rimodulazione dei vari reparti coinvolti nell’emergenza Covid anche confrontandoci con le altre Asl, in modo da costruire una sorta di rete, in base all’andamento della curva dei contagi”.

Due medici, tre infermieri e due degenti positivi al Covid sarebbero inoltre risultati positivi nel reparto di Ortopedia. La nota a firma del direttore sanitario Giovanna Micolucci. Col provvedimento, è stata disposta la sospensione dei ricoveri in urgenza presso l’U.O.C. di Ortopedia e traumatologia dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, attivando i trasporti dei pazienti presso gli ospedali, aziendali e regionali, previa effettuazione del tampone.

A quanto si apprende, in giornata i pazienti del reparto sono stati sottoposti a tampone e sono iniziati i trasferimenti in altre strutture ospedaliere.

C’è stato un primo caso di contagio in reparto risalente a più di 10 giorni fa; da allora, sarebbero risultati positivi un dirigente medico, 2 specializzandi, 2 infermieri, 2 operatori socio-sanitari e 2 pazienti.

Sembra che non ci sia stata ancora alcuna comunicazione formale agli operatori del reparto, né alcuna linea guida.

Cosa molto strana questa poiché si potevano evitare comportamenti potenzialmente scorretti in un momento così delicato. E’ chiaro che servirebbe una comunicazione chiara e trasparente della Asl rispetto alla situazione che è venuta a crearsi.

Nuovi casi si registrano anche nella Casa di Cura Nova Salus di Trasacco, dove sono appena arrivati i dati ufficiali trasmessi dalla competente ASL e a comunicarli il sindaco Cesidio  Lobene.
“Il quadro totale della situazione è il seguente: 5 dipendenti e 9 pazienti sono risultati positivi al tampone.
Al momento sono stati effettuati 134 tamponi: dei positivi 3 sono nostri compaesani. Sarà mia cura informarvi non appena avrò ulteriori aggiornamenti da parte degli organi competenti” conclude il sindaco.

Era originario di Aielli e viveva ad Avezzano. È morto dopo essere risultato positivo al coronavirus. Si tratta di Bruno Callocchia, 60 anni,  che aveva anche delle patologie pregresse. Un decesso che arriva a poche ore dalla morte di un altro marsicano, Enea Mincarelli, di Avezzano, 69 anni. Faceva parte degli 86 ospiti contagiati nella Rsa Don Orione. Era risultato positivo al covid19 all’interno della struttura dove si trovava, ma era già in coma da anni a causa di patologie pregresse.

Bruno Callocchia invece era risultato positivo qualche giorno fa e ieri è sopraggiunta la morte. “Bruno era una brava persona”, ha commentato il sindaco Enzo Di Natale, “non posso che stringermi alla famiglia, che oltre al dolore di un lutto simile, sarà costretta a vivere il dramma dell’impossibilità di salutare per l’ultima volta un marito, un padre, un nonno. Una pandemia che continua a generare sofferenze indicibili”.

Intanto, è di oggi la notizia che in Emilia Romagna e in Veneto i vaccini saranno gratuiti a tutti i studenti e genitori. Questa la vera differenza tra una sanità che funziona ed una in cui si è solo mangiato. Da noi i vaccini costano 25 euro, ridicolo!!

Su questo tema intervengono i consiglieri regionali Silvio Paolucci (Pd) e del consigliere dem Pierpaolo Pietrucci che lanciano appello rivolto all’esecutivo e a favore della prevenzione del virus, a cui l’Emilia Romagna, prima in Italia, ha dedicato un vero e proprio potenziamento, stringendo un accordo con le associazioni di categoria delle farmacie, direttamente coinvolte nel progetto che decollerà in questi giorni. “L’Abruzzo con le ultime ordinanze presidenziali in ambito scolastico ha, fino ad oggi, solo definito il codice rosso per il tampone naso faringeo per l’alunno sintomatico e ai suoi contatti stretti – spiega l’ex assessore alla Sanità Paolucci – In pratica si applicano le raccomandazioni delle circolari ministeriali, ma non si porta avanti nessuna prevenzione aggiuntiva come accade invece in Emilia e anche in Veneto. In queste regioni hanno capito che solo allargando lo screening della popolazione sarà possibile frenare e controllare l’avanzata del virus”.

Il contagio in Abruzzo segue il trend nazionale in ascesa, ma ha ancora numeri affrontabili e “la situazione ci consente di agire con intelligenza, per questo credo che si debba fare uno sforzo in più, al fine di non oberare i servizi sanitari e per arrivare a una programmazione migliore e più mirata degli interventi di terapia e cura dei contagiati, che ci tenga sotto la soglia dell’emergenza. Si potrebbero ipotizzare anche altre possibilità, ma un passo per ampliare le rilevazioni va compiuto. Si potrà dare occasione alle famiglie che magari non hanno modo di utilizzare strumenti di prevenzione, di accedervi in forma gratuita – sottolinea il consigliere Pierpaolo Pietrucci – Va detto che tale campagna prevede dei costi a carico del servizio sanitario regionale, a cui l’Abruzzo potrebbe far fronte individuando altre forme di risparmio, in quanto tale prevenzione non ha espressa copertura nelle risorse assegnate dallo Stato. Ma è di certo un investimento sulla salute che in questo momento è necessario e sono convinto che linee di finanziamento si possano rinvenire, così come penso che l’esempio dei presidenti Bonaccini e Zaia sarà presto seguito anche da altre regioni per evitare di ritrovarci di nuovo in affanno e con il servizio sanitario locale e nazionale oberati fino al tracollo”.

 

 

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