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PRATOLA PELIGNA – Tra consumi di suolo e calo demografico la lottizzazione di Valle Madonna non ha molto senso. È questo il succo della lettera aperta di Marco Alberico, giovane pratolano, indirizzata al sindaco, Antonella Di Nino e all’intera amministrazione comunale. Una versione che avrebbe trovato già la condivisione della minoranza consiliare, in vista del prossimo Consiglio. Di seguito riportiamo il contenuto della lettera:


“L’insostenibilità del modello di espansione (lottizzazione) di Valle Madonna. Giuristi, urbanisti, sociologi, architetti, ambientalisti ed economisti sono concordi nel ritenere il consumo di suolo come un fenomeno da arrestare immediatamente. Un ruolo fondamentale nella partita del suolo la gioca l’amministrazione comunale, dato che senza politiche efficaci volte a contrastare il fenomeno degli insediamenti umani ex novo sul territorio il degrado ambientale, tra qualche anno, sarà sotto gli occhi di tutti e tutte.
L’economista Kenneth Boulding, nella sua metafora The economics of the coming the spaceship earth, sostiene che la Terra è come un’astronave in orbita nello spazio e i gli esseri umani sono degli astronauti che devono centellinare e riutilizzare le risorse naturali ed energetiche. Quindi l’uomo dovrebbe approcciarsi in modo poco impattante nei confronti del suolo se non vuole perdere la sua fonte principale di sostentamento
(si pensi alla fonte alimentale che ci dona il suolo). La domanda principale da porsi è: se la popolazione italiana continua a diminuire perché continuiamo a consumare ingiustificatamente il suolo? A maggior ragione in un contesto come Pratola Peligna che ha un
calo demografico vertiginoso, con la conseguente crescita del disabitato in quartieri storici come Valle Madonna, Schiavonia, Dentro la terra ecc. Nonostante la realtà dei fatti, il consumo di suolo continua a crescere. Il Rapporto ISPRA 2019 evidenzia come
ogni abitante italiano ha a carico più di 380 metri quadrati di consumo di superfici di cemento, asfalto ecc. e tale valore cresce di 2 metri quadrati ogni anno. L’amministrazione di Pratola Peligna desidera contribuire
all’erosione del suolo in Italia? Leggendo la sentenza 179/2019 della Corte Costituzionale capiamo come gli interessi sottesi al territorio sono eterogenei e non monopolizzati dalla ratio dell’edificazione, ovvero l’urbanistica << da un lato, riguarda le più recenti concezioni di territorio, considerato non solo come uno spazio topografico suscettibile di occupazione
edificatoria, ma rivalutato come una risorsa complessa che incarna molteplici vocazioni (ambientali, culturali, produttive, storiche) e, dall’altro, è avvertita sul fatto che il consumo di suolo rappresenta una delle variabili
più gravi del problema della pressione antropica sulle risorse naturali”. Preservare il suolo agricolo e naturale è la base per lo sviluppo sostenibile del territorio. In particolare, tutelare il suolo inibendo la lottizzazione è l’azione fondamentale per non entrare in contrasto con il recupero
del centro urbano di Pratola Peligna (il condivisibile progetto delle case a 1 euro). Tale tesi è avvalorata anche dal rapporto del Consiglio Nazionale del Notariato intitolato ‘La rinunzia alla proprietà e ai diritti reali di
godimento’ del 21 marzo 2014 che evidenzia un aumento degli atti unilaterali di rinuncia alla proprietà immobiliare sia per l’aumento delle tasse che per difficoltà di rivendere gli immobili. Alla luce di tutto ciò,
concretamente e teoricamente, quanto ha senso la lottizzazione di Valle Madonna?
In sostanza, è affidato ai nuovi piani regolatori comunali, e quindi agli amministratori locali che hanno la missione di approvarli, il compito di scardinare l’idea che il futuro dei Paesi, soprattutto di quelli con una demografia in calo, passi ancora per l’edificazione indiscriminata di suolo. La flessibilità e il c.d. “passo indietro” sono caratteristiche tipiche dei leader e delle Amministrazioni locali
virtuose (come quella attualmente in carica a Pratola Peligna), spero che questa breve riflessione possa, sul caso in oggetto, aiutare ad adottare una misure volta alla protezione del suolo e dell’ambiente in senso
lato”

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