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Ieri è stata la “Festa della Donna” nata per ricordare le conquiste politiche, sociali, economiche e le violenze che hanno subito nella storia le donne. Ma il giorno dopo qual è il sentimento che rimane? Guardiamo ormai quasi con distacco i titoli di giornale che riportano notizie su stupri, femminicidi o altri generi di violenze, li leggiamo “storcendo un po’ la bocca” e poi voltiamo pagina.

occhio“Ragazza picchiata e uccisa dal fidanzato. Ultimo post Fb per l’8 marzo: «No alla violenza»” giovedì 7 marzo 2019 il Messaggero.it

“Calci e pugni alla compagna, la donna abortisce: arrestato 37enne nel bergamasco” 27 febbraio 2019, “La Repubblica.it”.

“Sequestrata e violentata da 4 uomini, notte da incubo per donna brasiliana a Genova” 16 febbraio 2019, Huffington Post

“Taranto, calci e pugni per gelosia contro compagna 22enne: arrestato per violenza e diffamazione” 16 febbraio 2019, “La Repubblica.it”.

“Tenta di lanciare olio bollente sul viso della moglie, arrestato” Reggio Calabria 01 dicembre 2018, “La Repubblica.it”.

Dati ISTAT 2014: Il 31,5% delle 16-70enni (6 milioni 788 mila) ha subito nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale.

Oggi forse si può dire che tanto è stato fatto; a L’Aquila, per esempio, nel 2014 il Centro Antiviolenza e la Biblioteca delle donne si sono uniti dando vita all’Associazione Donatella Tellini Onlus, intitolata ad una persona tenace che si è occupata con le sue molteplici lotte ed iniziative, partite dagli anni 80’, della tutela dei diritti del mondo femminile. Il Presidente dell’Associazione l’Avv. Simona Giannangelisimona-giannangeli-696x464 ci ha mostrato quanto la violenza sulle donne e la lotta a tale situazione non sia lontana da casa nostra, infatti, proprio qui a L’Aquila il Centro Antiviolenza, nato nel 2007, “dall’inizio del 2018 ad oggi ha avuto oltre 70 contatti, donne che hanno chiamato, altre invece che hanno fatto il loro percorso all’interno del Centro, la maggior parte sono donne italiane o straniere sposate con italiani. La violenza maschile non ha né passaporto né portafoglio.”

Tale Centro, come ci è stato chiarito dall’Avv. Simona Giannangeli, “è il luogo in cui, con una visione femminista della relazione tra donne, si affronta il contrasto alla violenza maschile. Il Centro Antiviolenza non è mai stato un luogo erogatore di servizi, non salviamo le donne dalla violenza maschile, ma proviamo insieme ad affrontare un percorso per uscire dalla violenza, prendere coscienza di sé, decidere di denunciare, decidere di separarsi, di recente abbiamo attivato delle borse lavoro, quindi promuoviamo l’autonomia economica delle donne tramite lo sportello di orientamento al lavoro dell’Associazione.

Il Centro Antiviolenza è collegato tramite una vastissima rete con i Tribunali, le Procure, la Questura, i Carabinieri, i Servizi Sociali, il Pronto soccorso, collabora con le scuole, con l’Università, con la ASL ed anche con l’Ordine dei Giornalisti dove siamo stati chiamati per fare formazione. Spesso si dice che le donne non denunciano, ma ci si dimentica che per denunciare bisogna avere una alternativa, ed è per questo che sta per essere aperta una Casa Rifuggio.

La Biblioteca delle Donne ha ricevuto qualche anno fa il premio del Fondo Miriam Mafai, è la realtà creata da Donatella Tellini e da tante altre donne più di trent’anni fa, luogo di raccolta di testi che contengono la memoria storica delle capacità e competenze delle donne in tutti gli ambiti, nella quale troviamo oltre 400 volumi di saggistica, romanzi e riviste, luogo in cui si continua a fare cultura e ad esportare pensieri e saperi femminili.

Le donne che subiscono violenza sono molto forti, non sono le donne fragili e deboli che ci vengono spesso dipinte e raccontate purtroppo quella forza la usano in modo autolesionista: per sopportare.”

Penso che il vero cambiamento culturale debba ancora avvenire, il problema è che tale mutamento debba nascere prima di tutto nelle donne, madri, mogli e amiche, coloro che educano, condividono e danno il vero esempio di che cosa sia veramente una donna, poi nella legge che oggi è a dir poco obsoleta. E’ importante che le donne si riconoscano il diritto al cambiamento ed alla felicità.

“È più facile vivere attraverso qualcun altro che completare te stessa. La libertà di guidare e pianificare la tua vita è spaventosa se non la hai mai avuta prima. Una donna ha paura quando scopre per la prima volta che la risposta alla domanda ‘chi sono?’ può arrivare esclusivamente dalla propria voce interiore.” Betty Friedan

Di Manuela Sabini

Manuela Sabini, laurea Magistrale in "Scienze riabilitative delle professioni sanitarie", autrice del manuale "Che cos'è il Disturbo di Personalità Border Line?". Svolge la professione di Tecnico della Riabilitazione Psichiatrica, presso la ASL PESCARA, CSM AREA METROPOLITANA, è autrice di articoli inerenti le attività di medicina orientale, riabilitazione psichiatrica e cultura.

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