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Riceviamo e pubblichiamo

ABRUZZO – La sezione regionale dell’INU individua alcune criticità, tra queste quelle relative al posizionamento strategico dell’Abruzzo e al ruolo che il Documento costruisce per esso, assieme alle azioni che ne conseguono. Scrive l’INU: “Le infrastrutture previste a sostegno del ruolo di regione cerniera prospettano un sostanziale abbandono della direttrice Ortona – Civitavecchia quale importante “parte di terra” della direttrice di trasporto tra il Tirreno e l’Adriatico, a vantaggio della valorizzazione del porto di Vasto e quindi del collegamento con Napoli. Questa scelta presenta due aspetti negativi: la rinuncia al supporto che il collegamento Ortona – Civitavecchia avrebbe fornito allo sviluppo delle aree della Valle Peligna e della Marsica; la sovrapposizione delle funzioni nei porti abruzzesi (merci/turismo/pesca) senza una chiara scelta di ruoli con una corrispondente pianificazione dei retroporti e dei loro collegamenti”. L’INU perciò raccomanda di “definire meglio il ruolo di ‘cerniera’ che si intende dare all’Abruzzo nella dimensione macroregionale attraverso: la ridefinizione in sede europea dei corridoi e della rete TEN con particolare riferimento ai flussi est – ovest tra l’Italia centrale e l’area dei Balcani; il potenziamento del ‘ponte di terra’ Ortona – Civitavecchia e la conseguente definizione dei telai infrastrutturali che reggono detto progetto; la definizione del ruolo specialistico dei singoli porti all’interno del sistema portuale abruzzese e delle relative connessioni con la mobilità su ferro longitudinale e trasversale”.
La sezione regionale dell’Istituto Nazionale di Urbanistica individua criticità anche sul versante degli strumenti: “Il documento ‘Abruzzo Prossimo’ si riferisce a un quadro di politiche, di progetti e di risorse definito da atti di pianificazione che in gran parte sono in corso di revisione da parte del Governo Draghi (Piano Sud 2030, PNRR, Politica di Coesione 21/27, PAC post 2020, Fondi Strutturali) relativamente ai quali costruisce una matrice di coerenza strategica il cui successo è però subordinato alla capacità dell’Amministrazione Regionale di adeguare il proprio assetto amministrativo ed effettuare riforme nei settori strategici. In particolare, relativamente al ‘governo del territorio’ non viene detto nulla in merito alla nuova Legge Regionale Urbanistica, al nuovo Piano Regionale Paesaggistico, al nuovo Quadro di Riferimento Regionale, che a nostro avviso invece costituiscono le basi indispensabili per una riforma del settore”.

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