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Era il 17 marzo 1973 quando venne pubblicato uno dei piu famosi, se non il più famoso album della storia del ROCK: THE DARK SIDE OF THE MOON.

Su questo album è stato scritto di tutto di più, questa pagina non vuole essere altro che una goccia nel mare di righe scritte per loro.

pinkfloyd_1_1457260851Ottavo album della band registrato negli studi della “ABBEY ROAD STUDIOS” di Londra e realizzato con tecniche audio avanzate come sintetizzatori analogici, registratori multitraccia, implementati con registrazioni del rumore d’ambiente legati a frammenti parlati che completano l’opera Rock, le innovazioni sono frutto del genio Alan Parson, tecnico del suono.

I numeri del successo sono da paura: 736 settimane di permanenza nella classifica BILLBOARD TOP 200, permanenza in classifica generale per 591 settimane in maniera consecutiva, tra il 1976 ed il 1988, di più, nel 2014 i Floyd pubblicano “The Endless River”, bene, “The Dark Side….” rientra in classifica e si posiziona come settimo album più venduto in Inghilterra è l’album più venduto in Italia tra il 10 ed il 16 Febbraio 20217(fonte Fimi/Gfk) è il disco più longevo, si racconta che in ogni minuto di ogni giorno suona in tutto il mondo, le vendite si attestano intorno alle 50 milioni di copie.

L’Album è il frutto dei numerosi esperimenti musicali che la band effettuava nelle loro registrazioni in studio e dal vivo, lasciando spazio a parti strumentali solitamente tipiche del gruppo.

pink-floydI testi sono scritti ovviamente da Roger Waters, testi che parlano di “cose” che sfuggono all’animo umano, trattano le deviazioni o meglio i conflitti interiori come il rapporto con il denaro, con il tempo, con la morte, tutti temi comunque ispirati dal genio di Syd Barret, il quale abbandonò il gruppo nel 1968.

Vediamo ora alcune peculiarità ed alcune particolarità dell’album.

Se ci fate caso, al termine del brano Eclipse che chiude l’intero album il pezzo termina con un battito cardiaco e con una voce, altro non è che l’usciere della Abbey Road, che uscendo esordisce: “There in no dark side in the moon, really, Motter of fact, it’s all dark. The only thing that mokes it look olightin the sun”.

In sottofondo si ascolta un piccolo brano, “Tichet to ride” dei Beatles, su questo fatto esistono diverse versioni, certo che i Floyd erano dei perfezionisti, ed ancora di più lo era Alan Parson, tecnico del suono.

pink-floyd-1000x600Il suono degli orologi in “Time”, era una sovrapposizione del trillo di sveglie del ticchettio di orologi, così racconta Alan, “Ho effettuato quelle registrazioni stereofoniche, in un vecchio negozio di orologi, che si trovava proprio accanto allo studio ce n’erano tantissimi, ho chiesto gentilmente al proprietario di fermarli tutti e li ho registrati uno ad uno per poi sincronizzarli pazientemente sul multitraccia”.

The Great in the Sky, è frutto del genio di Richard Wright, dove padroneggia una strepitosa voce femminile, entrata poi nella storia.

La cantante convocata da Alan Parson stesso presso gli Abbey Road, il 21 gennaio del 1973, corrispondeva al nome di Claire Torry, all’epoca ventiseienne, vocalista molto dotata. Riferisce la Claire “…………… mi venne detto di non cantare parole, allora pensai di replicare con la voce una chitarra e ad un certo punto mi sentii una gospel mama…..”.

La Torry fu liquidata con trenta sterline per tre ore di lavoro, solo nel 2005 gli vennero giustamente riconosciuti i diritti d’autore sul pezzo, che a torto era firmato solo da Wright, fu la sua fortuna.

Per concludere una nota personale, i Pink Floyd, mio gruppo preferito, ha scandito il tempo della mia vita, tutti gli eventi della mia vita, belli o brutti che siano hanno sempre goduto del sottofondo della loro musica. Dispongo di una ventina di versioni di Money, Time, etcc, etcc, quando sbarbato, suonavo con il mio gruppo, l’ultimo pezzo, dell’ultima volta che suonammo insieme fu proprio “Us and Them” , ancora oggi mi vengono i brividi quando l’ascolto.

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