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L’Aquila – La quattro giorni del primo Festival della Partecipazione all’Aquila si conclude con un lusinghiero bilancio, oltre 30 mila persone hanno seguito la manifestazione. “L’Aquila rappresenta il luogo giusto per sperimentare; è da qui che parte un messaggio a tutto il Paese, una chiamata all’Italia per trasformare la protesta in proposta”. Dichiara Marco De Ponte, segretario generale di ActionAid, nel giorno di chiusura del Festival. “Il Festival ha parlato alla testa e alla pancia di tutti i partecipanti, toccando sentimenti, confrontando metodi, costruendo relazioni, dando fiducia e divertendo”. Ha detto Fabrizio Barca, consigliere scientifico del Festival. La necessità di confrontarsi è stata sottolineata anche da Francesca Rocchi, vice presidente di Slow Food Italia. “La partecipazione non è un picnic di gala – sottolinea Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva. Siamo un soggetto politico che ha la capacità di fare informazione civica, cioè produciamo informazioni basate sul punto di osservazione dei cittadini attraverso una rielaborazione non improvvisata e basata sulle attività quotidiane di promozione e tutela dei diritti”. Il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente ha detto che: “La partecipazione non è qualcosa che si regala ma è qualcosa che si conquista”. ActionAid Italia, Cittadinanzattiva e Slow Food Italia ribadiscono che: “Non siamo e non saremo mai un partito politico, ci presentiamo come un soggetto nuovo che fa politica e che è più della somma delle tre organizzazioni promotrici. Tutti insieme abbiamo persone e risorse per innovare e cambiare il Paese. Per questo dobbiamo incontrare e confrontarci con i sentimenti di quei cittadini che ancora non sono stati conquistati dall’attivismo: sapevamo che gli aquilani avrebbero risposto positivamente a questa nuova proposta lasciandosi coinvolgere come protagonisti e non solo come pubblico”. Nel dare appuntamento al luglio del 2017, per la seconda edizione del Festival della Partecipazione, le tre organizzazioni si impegnano a lavorare per far sì che all’interno delle norme ci siano sempre strumenti e misure che favoriscano la partecipazione dei cittadini, riconoscendone la loro autonoma e spontanea forza di coinvolgimento e di iniziativa.

Sabatino Furnari

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