banner
banner
banner

Le aspettative del nostro territorio sull’attuale Governo nazionale sono molto più alte dei risultati che Biondi rivendica. Il Sindaco infatti ha annunciato che nell’ultimo decreto legge varato dal Consiglio dei Ministri sono state riconosciute per la ricostruzione pubblica dell’Aquila e del cratere 2009 le stesse norme semplificate previste per gli appalti del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Una decisione assunta evidentemente a fronte di una specifica richiesta da parte del primo cittadino aquilano ma resa possibile grazie ad una banale estensione delle semplificazioni ideate ed introdotte dal precedente governo Draghi. È a quest’ultimo quindi che andrebbe riconosciuto il merito, cosa che Biondi evita sistematicamente di fare nel tentativo di cancellare il passato ed esaltare la maggiore attenzione che, a suo dire, il governo Meloni riserverebbe alla nostra città rispetto a quelli precedenti. Tutti ne saremmo contenti se così fosse ma, almeno per eguagliare gli strumenti finanziari (decine di miliardi di euro erogati) e normativi (evitata restituzione delle tasse post sisma, misura del 4% per gli investimenti e tantissimo altro) concessi all’Aquila dai suoi predecessori, ci aspettiamo fatti nuovi e realmente significativi a partire da quelli richiesti dal consiglio comunale dell’Aquila sul tema del superbonus attraverso una mozione votata all’unanimità il 5 dicembre dello scorso anno. Biondi, che vanta quotidianamente il suo rapporto diretto con il Governo e con la Prima Ministra, si è fatto portavoce a Roma delle nostre istanze? Se sì quali rassicurazioni ha avuto visto il poco o niente ottenuto all’interno della manovra di Bilancio e nel decreto aiuti-quater di cui il senatore Liris era relatore? Il sindaco sa che i grandi investimenti di tempo e risorse fatti negli ultimi due anni da studi professionali ed imprese locali rischiano di non produrre niente se non l’ormai acclarato ed inevitabile rallentamento della ricostruzione? Sollecitando la convocazione del tavolo previsto nella mozione, con la partecipazione dei rappresentanti di categorie e ordini professionali, colgo l’occasione per ricordare a Biondi e a tutta la filiera di Fratelli d’Italia che l’ultima direttiva europea sull’efficientamento energetico prevede che entro il 2033 tutti gli immobili residenziali debbano essere in classe energetica D, obiettivo che una città in ricostruzione come la nostra avrebbe la possibilità, oltre che l’obbligo morale, di raggiungere se solo gli venissero concessi gli strumenti necessari a tale scopo. In assenza di risposte concrete da parte del governo centrale, l’esempio dell a Sardegna che ha deciso di intervenire direttamente sui crediti fiscali attraverso la società finanziaria regionale potrebbe essere una strada da seguire.

banner

Lascia un commento