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E’ stato approvato oggi il nuovo calendario faunistico venatorio. Un passaggio storico poichè l’ultimo risale al 1992 e ha avuto scadenza nel 2005.  Grande soddisfazione da parte del vice presidente della giunta regionale e assessore alla Caccia, Emanuele Imprudente: “Oggi la Regione vara un fondamentale documento di programmazione e regolamentazione, partecipato e dettagliato, flessibile e ulteriormente adattabile. Sono particolarmente orgoglioso di aver guidato questo processo. Il piano faunistico venatorio regionale è il principale strumento di programmazione e pianificazione territoriale attraverso il quale la Regione definisce le linee guida e gli obiettivi della pianificazione faunistico-venatoria, tenendo conto delle realtà ambientali e socio-economiche.  In questo modo si tutelano l’equilibrio territoriale e gli habitat, prevedendone anche la riqualificazione. La caccia sarà disciplinata affinché sia attuata in modo sostenibile ed è lo strumento che ci consentirà anche di varare nei prossimi anni calendari venatori in linea con le altre regioni a noi confinanti”.

Questo piano faunistico è il prodotto di una concertazione che vede il contributo di tutte le categorie dei portatori d’interesse e degli enti territoriali, dei gestori delle aree protette nazionali e regionali.

Il piano prevede: le oasi di protezione destinate al rifugio, alla riproduzione ed alla sosta della fauna selvatica;  le zone di ripopolamento e cattura, destinate alla riproduzione della fauna selvatica allo stato naturale ed alla cattura della stessa per l’immissione sul territorio in tempi e condizioni utili all’ambientamento fino alla ricostituzione ed alla stabilizzazione della densità faunistica ottimale per il territorio; le zone ed i periodi per l’addestramento, l’allenamento e le gare di cani su fauna selvatica naturale o di allevamento appartenente a specie cacciabili; i criteri per la determinazione dei risarcimenti, in favore dei proprietari o conduttori di fondi rustici, per i danni arrecati dalla fauna selvatica alle produzioni agricole ed alle opere approntate sui terreni vincolati; i criteri per la corresponsione degli incentivi in favore dei proprietari o conduttori dei fondi rustici, singoli o associati che si impegnino alla tutela ed al ripristino degli habitat naturali ed all’incremento della fauna selvatica; l’individuazione del territorio agro-silvo-pastorale in cui è ammessa la caccia, comprese le zone contigue ai parchi nazionali e regionali.

Particolare attenzione è stata posta per la gestione di tutti gli ungulati quali cinghiale, cervo e capriolo rispetto a cui si sono valutati tutti i fattori necessari per la corretta gestione dall’idoneità agroforestale, ai biotopi, alla vocazione dei territori che rappresenta una priorità e un impegno per la regione Abruzzo, in particolare per la riduzione dei danni che le specie arrecano alle colture agricole.  Anche per le specie protette quale l’orso, il lupo e il camoscio, sono state indicate le strategie future da adottare per la loro conservazione.

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