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Secondo l’ex assessore 35 delibere in cinque anni e quasi 700 mila euro di indennità pubbliche, il PD si occuperebbe stoltamente di lui, cioè del dito, anziché occuparsi della luna, dove luna starebbe per pandemia, sanità al collasso e commercio in ginocchio. Ricordiamo all’ex assessore 35 delibere che in Regione, a declassificare l’ospedale peligno con il plauso della sua prima cittadina, è stato seduto lui, e non questa dirigenza del Pd. Ricordiamo ancora che oggi, uscito lui, in Regione è entrata la moglie. A proposito di sanità regionale collassata.

E’ quanto scrive in una nota il circolo Pd di Sulmona. E ricordiamo anche, per parlare di attività in ginocchio, e non solo di quelle commerciali ma anche professionali, artigianali e con capitale pubblico, di quali e quanti portaborse, soci, colleghi, parenti, amici, figli e figlie di amici, si sia egli avvalso proprio per mettere la sua firma nello sfacelo che la città di Sulmona e l’intera Valle Peligna stanno vivendo.

Ad iniziare dalla sindaca: prima di essere messa a Palazzo San Francesco a devastare una città era stata assunta nel suo staff in Regione.

Stesso excursus per il “volontario” Zavarella, precedentemente suo portaborse in Regione, messo prima a presiedere il Consorzio e poi in giunta al Comune.

Lugi di Loreto, già collega di studio, assunto sempre in Regione durante il suo assessorato, scelto per dirigere la Saca.

Conosciamo i risultati.

Al Cogesa l’avv. Margiotta, “amico fraterno che gode della mia più assoluta stima e fiducia” (affermazione del 5 agosto 2020), al quale però, dopo le disavventure giudiziarie, non ha più espresso né fratellanza né stima né fiducia. Forse perché ha sospeso 9 graduatorie già approvate e 5 concorsi dove, tra gli altri, risultavano in graduatoria proprio alcuni suoi colleghi di studio, fraterni amici e figli di fraterni amici ???

Il socio dell’ex assessore in una società operante nel settore degli investimenti immobiliari è stato selezionato, unitamente alla moglie, per delle consulenze alle società partecipate: lui al Consorzio e la moglie alla Saca.

E come dimenticare l’assessore comunale, ovviamente amico fraterno anch’egli dell’ex, la cui moglie venne assunta in una cooperativa che lavora per il Comune?

E questo è solo un acconto del racconto! Può bastare?

Quindi questo Circolo non guarda il dito, ma si appassiona sempre più a verificare giorno per giorno fin dove la congrega di portaborse, soci, colleghi, parenti, amici e figli e figlie degli amici si sia espansa, confidando nell’omertà e nell’impunità.

E più l’ex assessore si risentirà, strappandoci anche una risata con le sue candide affermazioni, più noi ci appassioneremo nell’approfondire i retroscena della sua fervida “attività politica”.

 

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