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Il governatore Marsilio spera di anticipare il passaggio dell’Abruzzo a zona arancione e afferma: “Ho riproposto ai Ministri Roberto Speranza e Francesco Boccia il tema già sollevato ieri in Conferenza delle Regioni, sul quale i colleghi di tutte le Regioni hanno condiviso le mie osservazioni. C’è un’evidente asimmetria nel passaggio da una fascia a un’altra: quando si tratta di passare in una fascia di maggior rischio, la relativa classificazione avviene immediatamente, mentre il processo contrario comporta non meno di 21 giorni (almeno stando all’interpretazione e all’applicazione del DPCM 3/11 che ne ha fatto il Ministero). Insieme agli altri Presidenti, ho chiesto una valutazione più possibile e più ancorata ai dati reali, piuttosto che restare vincolati a un calendario rigido che può produrre esiti paradossali e penalizzazioni ingiustificate. Su questo tema, il confronto con il Ministro Speranza proseguirà nei prossimi giorni in vista della scadenza dell’ordinanza ministeriale vigente”. L’auspicio di Marsilio, quindi, è che, rispetto al passaggio attualmente previsto tra dieci giorni, con la scadenza del Dpcm e con eventuali nuove regole si possa anticipare perché è chiaro che si deve avere un quadro compatibile con la pretesa.

C’è un concreto rischio che l’Abruzzo resterà l’unica regione rossa poiché il dpcm in vigore impone almeno due settimane consecutive di calo per cambiare “colore”, dunque non prima del 10 dicembre.

Anche Vincenzo D’Incecco, eletto nella giornata di ieri, all’unanimità, capogruppo della Lega Salvini in Consiglio regionale, chiede a gran voce a Marsilio che venga riconvertito l’Abruzzo a zona arancione:  “Chiedo al Presidente Marsilio di rappresentare, al Ministro Speranza, le istanze avanzate dal cartello di sigle (Agci, Casartigiani, Cia, Claai, Cna, Confapi, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti, Confindustria, Legacoop e dei sindacati Cgil, Cisl, Uil e Ugl) di aprire tutte le attività dal 4 dicembre, per il ponte dell’Immacolata. Ho raccolto il grido di allarme degli esercenti che, giustamente, lamentano di aver assolto, dopo il primo lockdown, agli adempimenti imposti dal protocollo nazionale dei vari settori ma che adesso reclamano a gran voce il “passaggio di fascia”, da zona rossa ad arancione, per evitare il tracollo economico considerato l’approvvigionamento effettuato per il periodo natalizio: in soldoni, i ristori previsti dal governo Pd-5S non sono sufficienti a saldare le fatture in scadenza. Sia ben chiaro, e qui mi appello al senso di responsabilità dei cittadini abruzzesi, la riapertura dei negozi non vuol dire ‘ liberi tutti ‘ ma una boccata di ossigeno per l’economia delle città”.

Duro anche l’intervento di Silvio Paolucci: “Ci tornano in mente le parole del presidente romano Marsilio che solo qualche giorno fa, faceva il giro di tv e radio per annunciare che la nostra regione sarebbe stata zona Rossa per scelta della Regione; e alle domande dei giornalisti rispondeva che “intanto tra pochi giorni saranno tutte rosse le regioni. Ora diciamo al presidente romano che secondo le attuali norme probabilmente a restare Rossa sarà solo la nostra regione. Ora Marsilio non può lamentarsi perché: ha voluto lui la zona rossa anche quando i nostri parametri non erano da zona rossa. Conosceva le norme e sapeva che l’Abruzzo sarebbe potuto di nuovo essere zona arancione il 10 dicembre e dopo altri 14 giorni a ridosso del Natale, zona gialla. Ora siamo appesi ad una qualche possibilità che si modifichino norme valide per tutte le Regioni. Norme che Marsilio conosceva. Chi vi dovrebbe ringraziare: i cittadini abruzzesi esausti per una gestione emergenza finita sulle cronache nazionali. Le attività che resteranno chiuse una settimana in più sotto Natale. Gli operatori sanitari e i cittadini per la grave carenza di vaccini per l’influenza. Così la Regione perde credibilità”, conclude Paolucci.

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