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In seguito al monitoraggio effettuato nella terza tappa della Carovana dei ghiacciai di Legambiente sul glacionevato del Calderone in Abruzzo, è emersa una diminuzione dello spessore complessivo di circa 9m negli ultimi 25 anni. Così come la superfice glaciale si è ridotta del 65%. L’inquinamento è evidente con presenza di Cesio radioattivo conseguente all’esplosione del reattore di Chernobyl nel 1986.
I risultati del monitoraggio sono stati presentati questa mattina nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato: Massimo Pecci, referente del Comitato Glaciologico Italiano per il ghiacciaio; Enrico Stagnini, direttore di Legambiente Abruzzo; Giuseppe Di Marco, presidente di Legambiente Abruzzo e Vanda Bonardo, Responsabile Alpi Legambiente. La Carovana dei ghiacciai è la nuova campagna di Legambiente, arrivata alla sua seconda edizione e realizzata con il supporto del Comitato Glaciologico Italiano (CGI) e con partner Sammontana e partner sostenitore FRoSTA, che dal 23 agosto al 13 settembre monitorerà lo stato di salute di tredici ghiacciai alpini piu’ il glacionevato del Calderone in Abruzzo , per sensibilizzare le persone sugli effetti che i cambiamenti climatici stanno avendo sull’ambiente alpino. Carovana dei ghiacciai è stata inserita nella piattaforma ‘All4Climate – Italia’ che raccoglie tutti gli eventi dedicati alla contro i cambiamenti climatici che si svolgeranno quest’anno in vista della COP26 di Glasgow. “Il Calderone è un corpo glaciale situato al centro degli Appennini, vicinissimo al mare, dal comportamento anomalo rispetto a quelli alpini”, afferma Vanda Bonardo, responsabile Alpi Legambiente. “Apparentemente insignificante. Tuttavia questo glacionevato, ancora oggi
nonostante i riverberi della crisi climatica qui ancora piu’ rilevanti e immediati, ci offre servizi ecosistemici di grande
importanza: essere un rifornimento costante e indispensabile per il rifugio Carlo Franchetti, prossimo al Calderone e alimentare gli ecosistemi situazioni a quote piu’ alte. La sua importanza è soprattutto dovuta al suo comportamento curioso, unico nel panorama europeo. Questa sua capacità di risposta veloce ai cambiamenti climatici ci fornisce dati utilissimi per capire come si evolverà il clima nei prossimi anni. Una presenza ricca di informazioni scientifiche e al contempo elemento culturale fondamentale per lo sviluppo di questo bellissimo territorio”. “La quarta tappa della carovana dei ghiacciai sul Gran Sasso – dichiara Marco Giardino, segretario del Comitato Glaciologico Italiano – ha rivelato che anche il piccolo e fragile corpo glaciale appenninico del Calderone contiene preziose informazioni per ricostruire l’evoluzione climatica. Anzi, i dati raccolti e presentati dagli operatori glaciologici hanno dimostrato che qui i cambiamenti sono registrati con maggiore sensibilità e rapidità rispetto ai ghiacciai alpini. Ciò dimostra quanto sia importante proseguire la capillare azione di monitoraggio del Comitato Glaciologico svolta a livello nazionale sin dal 1911”.

“Il monitoraggio di un ghiacciaio rappresenta un simbolo che deve richiamare l’attenzione sulla tutela dell’ambiente a livello globale”, dichiara Enrico Stagnini, abruzzese . “E’ infatti impossibile tutelare un solo ecosistema senza tutelare tutto ciò che un esso è collegato. E quindi fondamentale agire adesso, adottando le misure di contrasto e di adattamento ai cambiamenti climatici sfruttando le misure del Piano nazionale di ripresa e resilienza nell’ottica di uno sfruttamento eco sostenibile delle risorse ambientali. Riproporre vecchie idee sul nucleare, oltre ad essere anacronistico, è lontano dagli obiettivi che ci siamo proposti di riduzione dei gas climalteranti. Bisogna contare sulle rinnovabili e sulle nuove tecnologie del risparmio energetico”.

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