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La capillare macchina vaccinale della Asl, con sedi disseminate su tutto il territorio provinciale, è operativa in tutte le sue articolazioni. L’obiettivo è coinvolgere ancora di più la popolazione: non solo gli utenti in età pediatrica ma tutte le categorie a rischio, al fine di incrementare la copertura vaccinale. L’azienda sanitaria, per la somministrazione del vaccino, che è gratuito, è in campo con 17 sedi vaccinali, dislocate sia nei centri più grandi sia nelle aree più periferiche della provincia. Ad oggi, sul territorio provinciale, sono state inoculate circa 55.000 dosi di vaccino. Quelle ordinate dalla Asl, nel complesso, sono oltre 67.000, di cui 4.000 inviate alle farmacie che partecipano alla campagna vaccinale insieme a 200 medici di famiglia (per la vaccinazione degli over 60). Il vaccino è raccomandato a tutti i soggetti di età pari o superiore a 60 anni e per categorie a rischio che sono: donne in gravidanza e post partum, ricoverati in lungodegenza, persone con malattie croniche come diabete, malattie cardiache e respiratorie o problemi al sistema immunitario, alcune categorie di lavoratori come personale sanitario e socio-sanitario, forze di polizia e vigili del fuoco, allevatori o chi lavora a contatto con animali e donatori di sangue. La vaccinazione è, inoltre, raccomandata nei bambini non a rischio nella fascia di età 6 mesi-6 anni (che vengono vaccinati negli ambulatori vaccinali pediatrici Asl), anche al fine di ridurre la circolazione del virus influenzale fra gli adulti e gli anziani. La vaccinazione è consigliata, inoltre, per tutti i soggetti (a partire dai sei mesi di età) che sono a contatto con persone con fragilità. “Va ribadito”, dichiara il dr. Enrico Giansante, direttore del servizio di Igiene, epidemiologia e sanità pubblica, “che la vaccinazione è la forma più efficace di prevenzione contro l’influenza stagionale. Uno strumento indispensabile non solo per tutelare chi rientra nelle categorie a rischio ma anche per ridurre la circolazione del virus e quindi il numero di persone che possono contrarlo. Rinnoviamo quindi l‘appello a proteggersi, a cominciare dai soggetti in età pediatrica”

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