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Una vittoria senza pari, una di quelle partite che rimarrà per sempre nella storia e nei cuori dei marocchini (e non solo). Per quanto non sia una grande amante del calcio, conoscendo quanto denaro viene investito e il giro di affari che ne deriva. Da bimba amavo la Juventus, mai cambiato squadra. Poi ovviamente quando giocavano gli Azzurri, non si perdeva una partita. Ogni mondiale ci si trovava tutti insieme, con i vicini di casa a Vico Cascile dove sono nata e alla piazzetta di Via Giovanni Quatrario di Sulmona, dove sono cresciuta, e poi crescendo con i ragazzi del Sestiere Porta Bomonimi. Mi ricordo ogni vittoria, ogni emozione. Quest’anno l’Italia è rimasta a casa, proprio quando i mondiali si disputavano in un paese arabo e fedelmente musulmano.
Il Marocco invece si, si è qualificato.
Ci ha sorpreso dalla prima partita.
Eravamo al “bled” e non c’era nessuno per le strade, tutti a vedere la partita, anche i negozi avevano chiuso.Un patriottismo fuori dal comune.Che grande sorpresa e che emozione avere assaporato già tanto tifo sin dai primi istanti.Tutti rimasero a bocca aperta nel vedere un così grande potenziale, anche se si concluse con un 0-0 contro la Crozia.
La seconda partita ero già tornata in Italia, i Leoni dell’Atlas hanno dato solo conferma della loro preparazione, con differenza che questa volta l’attacco è stato vincente, un fantastico 2-0 contro il Belgio.
La terza partita contro il Canada, vinta 2-1, ha dato la giusta sicurezza alla squadra che ha cominciato a far letteralmente sognare.
La partita contro la Spagna è stata la ciliegina sulla torta. Il Marocco ha dimostrato di avere tutti gli attributi per essere una delle squadre più forti al mondo. Se l’è giocata non bene, di più, e quei rigori sono stati epici. Quarti di finale. Per la prima volta. Incredibile, ma era VERO! Siamo usciti martedì dopo la partita in giro con la macchina, a strombazzare, ancora increduli ma veramente felici. Attendevamo questa giornata. Attendevamo questa partita.
L’ attendevamo tutti. Perché questo mondiale, questa Nazionale, questi ragazzi ci hanno uniti, uniti tutti, noi marocchini, sotto il nostro manto rosso e il pentagramma verde. Ci ha dato forza. Ci ha dato grinta. Ci ha dato speranza.
Ci ha dato modo di farci conoscere, che esistiamo! Che non siamo solo “lu marocchin”, l’ambulante arrivato in Italia agli inizi degli anni ’70 con una valigia e oggetti da vendere per le strade e nei mercati. Ma che il marocchino è amore, è valore, è desiderio, è tradizione, è ospitalità, è cordialità, è umiltà, è volontà, è passione, è capacità, è tanta roba!!
E quella valigia è ricca di ricordi, di storia millenaria, è profumo di spezie e tessuti pregiati, è artigianato, è fratellanza, è piena, stracolma di sogni. Noi di seconda generazione, figli di chi ha lasciato il bellissimo e stupendo Marocco, la famiglia, la terra madre, siamo cresciuti quasi tutti, chi più, chi meno, con una crisi d’identità. Troppo “colorati” per essere al 100% italiani, con nomi particolari e tratti decisamente orientali, e troppo “strani”, un po’ troppo occidentali per essere al 100% marocchini. Personalmente posso dire di aver vissuto episodi di razzismo e di bullismo da bimba e anche da adolescente. Ne soffrivo terribilmente. Non capivo il perché. A volte da bambina non so cosa avrei dato per non sentirmi così diversa. Crescendo, cominciavo a capire che non era colpa degli altri bimbi, ma delle loro famiglie, di quello che sentivano a casa, da quello che diceva la tv. E da lì, mi allontanavo da chi non mi apprezzava per quello che ero. Oggi, mi guardo alle spalle e sorrido. Sono stata non fortunata di più.
L Sono cresciuta con lasagne e tajine.
Con caftan e jeans. La terra dove sono nata e il sangue che mi scorre nelle vene mi hanno fatto crescere con una mente e un cuore aperto. E per questo posso solo dire grazie.
Sono italiana e sono marocchina, marocchina e italiana ma soprattutto sono figlia del mondo, un mondo che non ha confini se non quelli che ci poniamo. Per tornare alla grande vittoria e partita di oggi posso solo dire che abbiamo gioito come se avessimo vinto il Mondiale.
Vedere le immagini e i video del mondo intero che festeggia il Marocco non ha prezzo.
Vedere le persone che sono felici e che condividono entusiasti con noi tutti questa grande soddisfazione, non ha prezzo.
Chi l’avrebbe mai detto!? Andremo in SEMIFINALE. Non solo una vittoria e un grande onore per tutta la comunità marocchina nel mondo, ma per tutti gli arabi e per tutti i musulmani. Vedere fare invocazioni al Signore o ringrarlo prosternandosi su un campo di calcio davanti al momdo intero è qualcosa senza precedenti. Urlare Viva il Marocco e ricevere messaggi di grande apprezzamento e grande supporto per il Paese è qualcosa di mai vissuto. Il Marocco è sulla bocca di tutti, così come i suoi colori. Essere un ponte fra i due mondi oggi ha un sapore diverso. Evviva l’Italia, Evviva il Marocco.

Latifa Benharara

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