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Ha suscitato polemiche l’iniziativa promossa dal Comune di Anversa degli Abruzzi tanto da richiamare l’attenzione dei media. L’evento in causa è ‘Le pietre d’inciampo’, l’iniziativa messa in atto per ricordare ed onorare la memoria dei soldati compaesani che durante la seconda guerra mondiale furono catturati, imprigionati e deportati nei campi di concentramento italiani e nei lager tedeschi, tramite la realizzazione di apposite pietre di inciampo con i loro nomi e dati anagrafici che verranno collocate nella piazzola della scalinata di accesso al municipio. A insorgerei i familiari delle vittime civili che pure in quel periodo aiutavano i prigionieri alleati in fuga e che si sono sentiti esclusi.

A fare chiarezza è stato l’assessore Mario Giannantonio che ai microfoni di Tg3 Abruzzo ha dichiarato:

“Non c’è nessun problema. L’iniziativa è partita soprattutto per quelli che sono stati dei soldati perché per i civili è necessario acquisire tutta la documentazione che attesti la prigionia. Ma è ovvio che da parte nostra c’è la massima disponibilità nell’attribuire loro un riconoscimento”

In realtà l’amministrazione nell’avviso pubblico invita i cittadini residenti e non, che hanno avuto dei familiari sottoposti a tali trattamenti o che siano a conoscenza di anversani che hanno subito suddette esperienze a segnalare i loro nominativi all’ufficio anagrafe.

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