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SULMONA – E’ stato multato per eccesso di velocità ma ora rischia di finire in Tribunale perché all’interno della sua autovettura possedeva un manico di scopa. E’ l’incredibile vicenda che è capitata qualche settimana fa a un pratolano. In questi giorni stanno andando avanti le indagini preliminari condotte dalla Procura della Repubblica di Sulmona che contesta al giovane la detenzione di armi bianche. Ma al momento non è stato ancora formulato alcun capo d’imputazione anche se il Tribunale di Sulmona ha convalidato il sequestro della mazza di legno, scattato all’atto della perquisizione. Da lì è partita l’attività d’indagine. Ma andiamo con ordine. Il giovane pratolano viaggiava a bordo di un’Alfa 146 con altri due amici ( un uomo e una donna) e percorreva l’ex strada statale 17 nei pressi della Magneti Marelli quando è stato fermato dai Carabinieri della stazione di Sulmona che stavano effettuando una normale attività di controllo del territorio. Stando ai rilievi dei militari, nel momento in cui gli stessi intimavano l’alt, il conducente avrebbe accelerato per poi fermarsi dinanzi lo stabilimento. E’ stata quindi comminata la sanzione amministrativa per le infrazioni al codice della strada ma, vista la situazione, i Carabinieri hanno effettuato una perquisizione personale e veicolare all’esito della quale hanno rinvenuto una mazza di legno ( manico di scopa) nel bagagliaio dell’auto. E’ stata considerata un’arma bianca e posta sotto sequestro. Una misura che il Tribunale ha convalidato. “Non riesco ancora a crederci. Eppure ho spiegato che il manico di scopa serviva per non far chiudere il bagagliaio che era rotto. Capisco di aver sbagliato ma per le infrazioni al codice della strada sono stato già multato”- si sfoga il giovane che è assistito dall’avvocato del foro di Sulmona, Michela Giannone, che vuole attendere la conclusione delle indagini preliminari. Certo è che si tratta di una vicenda sui generis, tale da balzare alle cronache. Per aver conservato un manico di scopa in auto, ora il giovane pratolano rischia di essere indagato.

Andrea D’Aurelio

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