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SULMONA – Con i camici addosso sulle scale dell’Annunziata, un tempo sede dell’ospedale cittadino, e con grandi striscioni con la scritta “l’ospedale non si tocca” il coordinamento dei comitati civici incontra la città con un’assemblea pubblica al grido di “Mo Bast”. Fra fulmini, tuoni e saette “vogliamo dare un segnale alla classe che sta governando”, ha detto il coordinatore Domenico Capaldo. Che basta un tratto di penna per cambiare il decreto lo ha ricordato l’ex consigliere comunale Luigi La Civita, rimarcando come il Manager della Asl Rinaldo Tordera nel giro di qualche ora si contraddice. “Prima con un atto sottrae il personale e poi sostiene di potenziare i reparti”, fa notare La Civita. Tocca al consigliere di Forza Italia Alessandro De Gennaro ricordare che “l’ospedale di Sulmona non è un albergo”. “Qui servono i servizi e non l’aumento dei posti letto. Invito l’intera cittadinanza a sposare la battaglia intrapresa da Mo Bast e a scendere in campo”, chiosa il consigliere.

Andrea D’Aurelio

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