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SULMONA – Potrebbe essere stato appiccato dietro la siepe l’incendio che ha danneggiato la Mercedes Nera, nella prima serata di ieri intorno alle 22, in uso ad un giovane sulmonese, ristretto agli arresti domiciliari e legato all’inchiesta sulla rapina al corriere della droga di Bussi sul Tirino. L’ipotesi è venuta fuori all’esito dei primi rilievi effettuati dai Vigili del Fuoco, intervenuti sul posto per spegnere il rogo, dopo la segnalazione di un giovane che si è ritrovato a transitare da quelle parti. Prima una leggera vampata e poi il rumore delle fiamme che hanno distrutto la parte anteriore del mezzo, lambendo anche una vettura parcheggiata nelle vicinanze. Ad evitare il peggio i pompieri che hanno domato l’incendio. L’ipotesi che possa trattarsi di un evento perpetrato da terzi è quella più probabile alla luce delle modalità dell’incendio, appiccato probabilmente dietro la siepe con un liquido o altro materiale vista la scarsa illuminazione della zona. Tuttavia il condizionale è d’obbligo poiché le indagini sono state appena avviate. La macchina andata a fuoco è di proprietà di una congiunta del giovane ma dallo stesso viene pure utilizzata. Se si tratta o meno di un atto intimidatorio, opzione non esclusa dagli addetti ai lavori, lo stabiliranno i Carabinieri che si stanno occupando del caso e verificheranno probabilmente l’eventuale presenza di telecamere private nella zona. Quelle comunali devono ancora essere istallate e gli ultimi fatti impongono un’accelerata. La scorsa settimana un’auto in sosta è stata presa a sassate mentre nella giornata di ieri due corriere romani sono stati fermati in quel perimetro con due etti di cocaina nell’auto. Sono oltre 60 le vetture bruciate nell’ultimo decennio, dal 2010 ad oggi, tra via Avezzano, via XXV Aprile e via Cappuccini. Dopo petizioni, incontri e convenzioni, i residenti sono ormai esausti. Nelle prossime ore il comitato di quartiere interpellerà direttamente la Prefettura per riproporre il tema della sorveglianza e dell’attivazione di misure urgenti. “Il Prefetto deve venire qui per rendersi conto di persona della situazione”- tuonano dal comitato che riarma la battaglia.

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