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SULMONA – La scuola del futuro e super innovativa ha sede in via Dalmazia. Cinque torri dissipative che configurano una grande evoluzione tecnica e i murales realizzati da artisti su concorso bandito dal laboratorio sulmonese Maw, sono il simbolo dell’edificio della scuola media Capograssi, che rinasce a nuova vita con i lavori di adeguamento sismico appena conclusi. E’ la prima scuola che riapre dopo gli interventi del post sisma, costati circa 2 milioni di euro, presentati questa mattina alla città a Palazzo San Francesco alla presenza del sindaco di Sulmona, Annamaria Casini, della Dirigente scolastica dell’Istituto Mazzini-Capograssi Domenica Pagano, dell’ingegnere Fabrizio Curcio, capo Dipartimento Casa Italia e dell’ingegnere Raffaello Fico, titolare dell’Usrc. Elemento caratteristico dell’intervento riguardo proprio le torri dissipative sono cinque torri dedicate alla protezione sismica, equipaggiate con dispositivi di dissipazione di energia, da disporre in modo opportuno all’esterno degli edifici stessi, senza interferire con gli spazi interni e senza interromperne la funzionalità, come ha spiegato l’architetto Alessandro Balducci. Torri che diventano non solo fatto decorativo ma una sorta di “museo all’aperto”, unendo “bellezza e sicurezza”. Di “successo di squadra” hanno parlato il sindaco Annamaria Casini e l’assessore ai Lavori pubblici, Salvatore Zavarella, che ha ringraziato il predecessore Luigi Biagi, per il lavoro svolto che oggi ha dato i suoi frutti. Mentre l’architetto Salvatore Petrilli, direttore dei lavori, ha rilanciato la proposta di istituire un ufficio comunale dedicato esclusivamente all’edilizia scolastica come fece a suo tempo il compianto Nicola Angelucci. Le ditte esecutrici dei lavori sono state la MC di Marcello Cantelmi di Sulmona, la Ase di Pescara e la DGL di Cellino Attanasio. Nella scuola bella e innovativa saranno ospitati anche gli alunni della Masciangoli che lasciano i Musp e i piccoli della “Collodi”.

Andrea D’Aurelio

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