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PRATOLA PELIGNA – Si punta al riconoscimento ufficiale del Cammino religioso “Gioia dei Marsi – Pratola Peligna”. Il primo incontro, per mettere a punto tutti i passaggi si è svolto oggi nell’Aula Consiliare del Comune. Presenti i Sindaci e gli amministratori coinvolti nel progetto, promosso con il sostegno della Fiesa Regionale Abruzzo, il Vescovo di Sulmona Valva Monsignor Michele Fusco e il parroco di Pratola Peligna Padre Renato Frappi. Del progetto è parte anche la Diocesi di Avezzano.Nelle prossime settimane saranno delineate le modalità per giungere alla realizzazione del progetto, che avrà finalità religiose e turistiche. Le due comunità sono unite nel nome della Madonna della Libera grazie al pellegrinaggio che ogni anno, il venerdì della prima settimana di festa, parte da Gioia dei Marsi. Il corteo di devoti, seguendo l’antico tracciato della Tiburtina supera il Valico di Forca Caruso sino a giungere a Goriano Sicoli dove i devoti si fermano ad omaggiare la protettrice del centro montano, Santa Gemma. Il paese ospita anche un momento tra i più toccanti del pellegrinaggio, quando i devoti, giunti sul monte Le Serre, s’inginocchiano per pregare in direzione di Pratola. Subito dopo, la processione riprende verso Raiano sino a giungere a Pratola. Nel centro peligno i pellegrini sono accolti dalle autorità ecclesiastiche, civili e dal comitato festa, mentre tutto intorno la popolazione applaude e abbraccia i partecipanti. Questi, giungono poi al santuario della Madonna della Libera, dove compiono in ginocchio gli ultimi metri che separano l’ingresso dall’altare principale. Qui si eseguono anche dei canti rituali e si esce dalla chiesa non voltando mai le spalle alla Santa. Un momento di forte trasporto religioso, come dimostrano anche le nostre immagini e interviste di archivio, che strappa sempre qualche lacrima.

Andrea D’Aurelio

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