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SULMONA – Cinque mesi per due colonscopie urgenti. A bussare alla porta del Tribunale per i diritti del Malato è stata una coppia che questa mattina ha lamentato il mancato rispetto delle procedure di prenotazione per le prestazioni sanitarie richieste con urgenza. Un caos che va avanti a colpi di proteste e segnalazioni. “Purtroppo continuano i problemi con le liste d’attesa. Tante sono le necessità degli utenti e le lamentele in merito ai tempi di effettuazione degli esami richiesti per la cura e la prevenzione di patologie”- interviene la responsabile dell’area legale del Tdm Catia Puglielli- “di oggi (ndr) é la denuncia di una coppia di signori anziani che hanno prenotato con codice d (60 giorni) due colonscopie che sono state fissate dalla a.s.l. oltre i tempi previsti dalla legislazione sulle aree di priorità ovvero oltre 60 giorni. I signori possono effettuare dunque la colonscopia solo a fine agosto nè possono effettuare le prestazioni prima in altro ospedale in quanto trattasi di persone anziane che non possono preparare la colonscopia e affrontare un viaggio per l’effettuazione dell’esame”. La Puglielli spiega che
“il problema diviene anche di natura patrimoniale quando per erogare presidi è necessario previamente effettuare una visita medica. Se la Asl non fissa con urgenza le visite mediche richieste dal medico di base l’utente è costretto a pagare i presidi fino al momento in cui non vengono prescritti dallo specialista”- avverte l’avvocato.

Andrea D’Aurelio

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