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PRATOLA PELIGNA – Resta ai domiciliari il 46 enne di origine siciliana, residente a Pratola Peligna, tratto in arresto lo scorso 6 luglio dal Nucleo Operativo della compagnia dei Carabinieri di Sulmona poiché trovato in possesso di una pistola nell auto. Lo ha deciso il Tribunale del Riesame dell’Aquila che ha rigettato l’istanza di revoca della misura cautelare depositata dall’avvocato difensore, Angelo Pace. Per i giudici aquilani “la misura cautelare applicata dal Tribunale di Sulmona risulta la più adeguata tenendo conto anche della pericolosità sociale del soggetto”. L’uomo era stato fermato all’altezza del posto di blocco, nei pressi del casello autostradale di Pratola Peligna, con una pistola calibro 765 e con dodici proiettili conservati in un barattolo bianco. L’accusa è di ricettazione, poiché trovato in possesso dall’arma con codice abraso, detenzione illegale di arma da fuoco e detenzione di munizionamento. Il 46 enne dal canto suo si era difeso, spiegando di essere appassionato di armi e di aver trovato la pistola lungo l’autostrada. L’arma, a suo dire, sarebbe stata conservata nella vettura ai fini della restituzione. Una versione che non ha convinto i giudici del Riesame anche perché l’uomo, come si evince nell’ordinanza, avrebbe conservato e “pulito” la pistola. Circostanza questa che ha spinto i giudici a non credere alla tesi difensiva. Intanto prosegue l’inchiesta di Procura e Carabinieri. Sono in corso specifiche verifiche per accertare se la pistola può essere collegata con le azioni delittuose ( per lo più intimidazioni e regolamenti di conti) che si sono succedute dall’inizio dell’anno in Valle Peligna.

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