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foto repertorio SULMONA – “Chiediamo che, al pari di quanto saggiamente deciso in altri Comuni, anche a Sulmona vengano immediatamente sospese tutte le attività a rischio in quanto il prezzo da pagare anche in termini di vite umane potrebbe essere altissimo”. E’ quanto chiede in una nota il circolo sulmonese del Pd al Prefetto dell’Aquila, Cinzia Teresa Torraco, “affinché valuti di intervenire a tutela delle popolazioni dell’area più critica di tutta la provincia di L’Aquila e forse dell’intero Abruzzo”. Il riferimento è agli eventi dell’estate sulmonese che stanno andando avanti nonostante l’apertura di cinque focolai in Valle Peligna. Nella serata di ieri è scattato il primo giro di controlli in Corso Ovidio nel corso del debutto dello Street Food. Due le zone “osservate speciali”, piazza XX Settembre e via De Nino, dove permane il rischio di assembramenti. Da quanto si è appreso tutto sarebbe filato liscio eccetto in un caso dove si è reso necessario l’intervento della Volante della Polizia che ha fermato e identificato una persona. Per il Pd e le forze di opposizione in Consiglio Comunale le manifestazioni in programma devono essere sospese. “Le condotte dell’amministrazione comunale sono sempre più sconsiderate ed incomprensibili”- tuonano i dem- “lla stessa Annamaria Casini, che chiedeva a squarciagola la zona rossa per un unico focolaio durante il lockdown (quello della clinica San Raffaele), consente, con ben cinque focolai in corso, eventi che comportano naturalmente degli assembramenti e l’impossibilità di utilizzo della mascherina. A nulla sono valse finora le richieste di cancellare le manifestazioni che espongono a rischio i partecipanti. Non ci stupiamo più di nulla, neppure di tanta grave superficialità, ma registriamo fortunatamente una consapevolezza da parte di cittadini e di altre forze politiche sulla totale inadeguatezza della gestione della pandemia e sulla necessità che si intervenga ponendo un limite alla movida sulmonese”. I consiglieri comunali di opposizione Balassone, Pingue, Perrotta, Salvati e Tirabassi, chiedono determinazioni urgenti improntate alla massima cautela: “Siamo consapevoli del sacrificio imposto alle attività di supporto alle manifestazioni citate ma riteniamo che – scrivono -, nell’attuale preoccupante contesto, si debba scongiurare ogni rischio di ulteriore diffusione del contagio”. Anche loro si sono appellati al Prefetto. Intanto per gli organizzatori dello Street Food , dopo la “prova generale” di ieri sera, sono arrivate nuove prescrizioni dal sindaco Annamaria Casini, riguardanti maggiormente l’incremento del numero degli addetti alla sicurezza. La Casini non sembra intenzionata a sospendere la manifestazione ma ha dato il suo “ultimatum”. L’appello da rilanciare è sempre quello della responsabilità personale. Al di là degli eventi pubblici sono i comportamenti quotidiani a fare la differenza.

Andrea D’Aurelio

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