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SULMONA – “Dal primo giugno, quando ci verrà permesso di riaprire, non pensiamo di andare avanti molto se queste sono le linee guida. Dal momento che non c’è stata nessuna riduzione delle spese, non pensiamo che la sera saremo in grado di riuscire a incassare quel che basta per pagare tutto quello che c’è da pagare”. E’ il grido di allarme che risuona dalla centralissima piazza Garibaldi di Sulmona dove, questo pomeriggio, un gruppo di baristi ha dato vita al gesto dimostrativo in strada per decidere il da farsi alla luce della fase due dell’emergenza. Il gruppo si è formato da poco e conta titolari di bar e commercianti che hanno intenzione di far sentire la loro voce perché la ripartenza economica annunciata rimetta in moto un comparto in crisi e fortemente in ginocchio. Quella di oggi è stata una prima riunione per decidere le azioni da intraprendere verso le istituzioni per chiedere misure volte alla ripresa delle attività con tutte le cautele del caso. Il perché di un summit in pubblico e non in remoto? “La piazza è da sempre luogo dove c’è più spazio. Abbiamo scelto di dare un segnale, munendoci di dispositivi e mascherine e mantenendo le distanze di sicurezza”- precisano i commercianti. Un gesto che non è passato inosservato. Chissà che qualche politico, residente in piazza e non solo, si accorga della presenza di cittadini che esprimono un grido di dolore perché dietro quei commercianti ci sono delle famiglie che devono arrivare alla fine del mese.

Andrea D’Aurelio

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