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SULMONA – “Non ho elementi, al momento, per poter adottare provvedimenti restrittivi”. Ad affermarlo, nel bollettino giornaliero sulla nostra emittente, è il sindaco della città di Sulmona Annamaria Casini a proposto della proposta della requisizione della clinica San Raffaele, dove si sono registrati in pochi giorni una decina di casi accertati di Covid-19. Dinanzi a un possibile focolaio la proposta di requisire la clinica era arrivata da più fronti, anche dal Tribunale per i diritti del Malato, secondo il quale “in materia di sanità nella prevenzione e nella eliminazione di gravi pericoli che minacciano l’incolumità dei cittadini ai sensi dell’articolo 38 della legge 142/1990. In questo modo forse sarà possibile garantire sia il personale sanitario che i malati”. Il sindaco per il momento ha scritto solo lettere e missive, diffidando anche le autorità preposte alla verifica delle varie misure. Per il momento non ci sarebbero i presupposti per addivenire alla requisizione della struttura sanitaria, stando almeno alle dichiarazioni della Casini. “Mi sono arrivate delle prime comunicazioni. La clinica sta mettendo in atto una serie di misure ma sto aspettando l’accertamento di alcuni dati e casi. Non ho elementi per poter fare provvedimenti restrittivi”- interviene il sindaco spiegando che servono determinati requisiti per adottare un simili provvedimento, primo fra tutti il numero dei casi accertati. Nei giorni scorsi un nutrito numero di infermieri sono arrivati dalla Capitale per far fronte all’emergenza che si è venuta a creare con l’epidemia in atto che al momento vede contagiate una decina di persone, tra pazienti, loro parenti e dipendenti in forza alla clinica. Con loro è arrivato a Sulmona anche il responsabile scientifico del gruppo San Raffaele, Massimo Fini. Il primo atto del dirigente romano è stato quello di creare un piano d’intervento che prevede al momento una dislocazione strategica e più sicura dei pazienti ricoverati nella casa di cura sulmonese. Distanze più ampie tra i pazienti che, dove possibile, saranno sistemati in stanze singole, sospensione delle attività riabilitative o ridotte nel tempo, blocco delle visite ai degenti. Nella giornata di domani sarà ripetuta la sanificazione mentre nelle ultime ore sono partite le diffide dei sindaci ed è arrivata la richiesta di requisizione della clinica. Per molti questo non basta e visto l’aumento dei casi sarebbe necessario requisire la struttura, un passaggio che non convince il sindaco o che, almeno per ora, non può verificarsi per mancanza di alcuni elementi.

Andrea D’Aurelio

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