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SULMONA – Manca la dottoressa e la sostituta garantisce il servizio solo in alcuni giorni della settimana. Diagnosi non ancora effettuate e tempi di attesa troppo lunghi. Non si placano le polemiche sul servizio di neuropsichiatria infantile nella Asl di via Gorizia con le famiglie che fanno la spola da Sulmona al capoluogo di regione e il Tribunale per i diritti del malato torna ad incalzare i vertici dell’azienda sanitaria, sollecitando l’immediata risoluzione del problema. Non poche in effetti quelle famiglie che sono state dirottate all’Aquila per accedere con più rapidità alle cure per permettere, fra le altre cose, l’aggiornamento dei piani scolastici di recupero e apprendimento. In gioco, si sa, c’è tutto il processo di crescita dei minori. A febbraio la Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila aveva garantito il massimo impegno per assicurare continuità e regolarità nell’erogazione del servizio ma, a quanto pare, i disagi sembrano non finire. “L’ultima denuncia risale proprio a qualche ora fa. Il problema va affrontato perché manca una neuropschiatra infantile sul territorio”- incalza il responsabile del Tdm Edoardo Facchini che torna sul reparto di Medicina nucleare dell’ospedale dell’Annunziata che è arrivato al collasso, considerando che il personale si sta impiegando per radiologia. I numeri non sarebbero più alti. Si parla di 32 utenti al giorno. Ma le domande e le perplessità del Tdm non finiscono qui. “Chi sta pagando l’affitto al Cim di viale Mazzini che al momento è vuoto dopo l’ordinanza di sospensione?”- si chiede Facchini. Ordinanza fra l’altro che non è stata ancora pubblicata sul sito del Comune. L’ultima domanda alla Asl riguarda gli ambulatori. “Che fine ha fatto il progetto? Il Direttore Generale aveva posto l’urgenza per svuotare l’ala vecchia dell’ospedale. Ma quella urgenza che fine ha fatto?”- chiosa il numero uno del Tdm con il punto di domanda, la cui risposta può arrivare solo dall’azienda sanitaria.

Andrea D’Aurelio

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