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SULMONA – E’ la solita storia. La politica chiude la stalla quando i buoi sono scappati. E’ il filo conduttore di una fine annunciata, si spera solo temporanea, del De Nino-Morandi di Sulmona, chiuso da quasi quattro anni dopo i sigilli posti dalla Finanza dell’Aquila per presunti lavori sbagliati post sisma. Solo ieri, dopo aver ricevuto le comunicazioni da parte dei dirigenti, le istituzioni hanno chiesto un incontro urgente a Provincia, Provveditorato e Ufficio scolastico provinciale. L’anno scolastico 2018/2019 salva solo il corso dei ragionieri che raggiunge la soglia stabilita dalla legge per costituire la prima classe mentre quasi sicuramente non si formerà il corso per geometri. L’ironia della sorte ha voluto che tutto questo avvenisse mentre la Provincia dell’Aquila, finalmente, sta predisponendo l’avviso pubblico per individuare una sede alternativa a Sulmona dove riportare la popolazione scolastica del De Nino-Morandi. Il numero degli studenti si è notevolmente ridotto anche,se, sotto il profilo didattico, ragionieri e geometri si sono comunque fatti valere. Due anni fa hanno ottenuto il primo posto nel concorso internazionale bandito da Sky e gli altri recentemente si sono imposti alle olimpiadi regionali di topografia. Chissà cosa diranno adesso i geometri del 1978 che hanno deposto un mazzo di fiori proprio sui cancelli del De Nino-Morandi. Doveva essere un segno di rinascita. Quelle porte si riapriranno non prima di tre o quattro anni come anticipato dal Provveditorato alle Opere Pubbliche al comitato che per primo aveva lanciato l’allarme sulle sorti della scuola, allarme che si è rivelato fondato, al contrario di chi parlava solo di allarmismo. Il prof. Franco D’Amico aveva anche chiesto un incontro al sindaco di Sulmona Annamaria Casini ma la convocazione non è mai arrivata. Ora le istituzioni si svegliano. Meglio tardi che mai direbbe qualcuno anche se di tempo ne è già passato.

Andrea D’Aurelio

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