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Ha derubato almeno sei anziani ricoverati in gravi condizioni anche a causa del covid nel reparto di Geriatria e Lungodegenza dell’ospedale “San Salvatore” dell’Aquila, la maggior parte dei quali poi morti: un’infermiera di 40 anni è stata arrestata e posta ai domiciliari con l’accusa di furto aggravato in seguito ad accurate indagini svolte dalla Procura della repubblica dell’Aquila. E’ stata inoltre sospesa dal servizio dalla Asl Avezzano Sulmona L’AQUILA. La donna, incensurata, ha confessato di aver commesso i furti approfittando delle gravi condizioni degli anziani e del divieto di visita per i parenti imposto dall’emergenza covid: davanti alla polizia giudiziaria della Procura aquilana si è giustificata spiegando di avere seri problemi economici e familiari, acuiti dall’emergenza sanitaria. All’infermiera il pm Fabio Picuti, che aveva chiesto la detenzione in carcere, ha contestato anche il reato di “morte in conseguenza di altro reato” perché un’anziana sarebbe morta per il dispiacere procurato dal furto di un anello e di una collanina d’oro, come denunciato dal figlio, e di autoriciclaggio perché dalle indagini è emerso che la donna, insieme al marito, ha venduto parte della refurtiva in un ‘compro oro’ dell’Aquila. Il Gip Baldovino De Sensi ha emesso la misura dei domiciliari contestando il furto aggravato e “l’elevata capacità criminale” non solo per i furti, ma anche “per aver posto in essere l’attività delinquenziale in piena emergenza Covid con i pazienti senza la necessaria assistenza giornaliera da parte dei loro cari”. Secondo una stima, la vendita degli oggetti avrebbe fruttato un migliaio di euro. A fare scattare i controlli e l’intervento della polizia, nell’agosto 2020, la denuncia presentata al posto fisso di polizia del pronto soccorso dal figlio di un’anziana paziente. La polizia ha ascoltato i medici del reparto i quali hanno confermato non trattarsi della prima segnalazione, ma di averne raccolte altre sei o sette nei mesi precedenti.

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