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SULMONA – Colpi di arma da fuoco sarebbero stati esplosi contro la vetrina di una pasta all’uovo. Un caso inquietante, che si sarebbe verificato la scorsa notte, in via papa Giovanni XXIII, ai danni di un’attività commerciale in dove lavora il giovane ristretto agli arresti domiciliari per la rapina al corriere della droga, inchiesta che secondo gli inquirenti contribuì al rintraccio dell’ex latitante. La notizia è trapelata solo in queste ore tant’è che gli addetti ai lavori mantengono lo stretto riserbo su una vicenda assai grave. Si tratterebbe del secondo possibile segnale di intimidazione che sarebbe stato posto in essere, nel giro di un mese, nei confronti del 30 enne che, pur essendo ristretto ai domiciliari, è stato autorizzato dall’autorità giudiziaria a recarsi sul posto di lavoro, ovvero nella pasta all’uovo dove opera assieme ad una congiunta. Almeno due i colpi che sarebbero stati esplosi da ignoti, probabilmente a bordo di un’auto che circolava lungo il viale già gravato da un’illuminazione pubblica pressocché scarsa, senza copertura di telecamere comunali, almeno in quella zona. Sui proiettili rinvenuti si svolgeranno le verifiche balistiche del caso per risalire al timo di arma utilizzata, sicuramente da fuoco come si apprende dagli addetti ai lavori. Non è un caso che l’attività nella mattinata di ieri, dopo gli accertamenti di rito esperiti dai Carabinieri, è rimasta chiusa per una finestra temporale nella mattinata, probabilmente per cambiare il vetro. il gesto increscioso toglie l’etichetta di isola felice alla città. Sulla scia, evidentemente, dei fatti più recenti. Sul caso stanno indagando i Carabinieri della compagnia di Sulmona.

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