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Una graditissima novità per tutti i tartufai: nell’entroterra aquilano, da Scoppito alla Valle subequana, è stata trovata una nuova specie, il Ruber Soave, che per molto tempo è stato confuso con l’uncinato nero. Il nome sottolinea l’intensità del sapore, dell’odore e delle qualità organolettiche. La notizia è stata diffusa durante il convegno “Coltivazione e ricerca scientifica sui tartufi” da parte di Giovanni Pacioni, docente di botanica all’Università dell’Aquila, nell’ambito della prima giornata della Fiera internazionale dei tartufi d’Abruzzo. “Abbiamo impiegato circa trent’anni per ottenere questo risultato, perché dal punto di vista dell’odore, la varietà da tempo nota e sospettata di essere sconosciuta, per la sua morfologia, non era distinguibile dai tartufi neri uncinati. Punto di svolta è stato però rappresentato dalle nuove tecnologie molecolari, e lo studio del Dna. Certo, non si può affermare che sia una esclusiva abruzzese, data la tipologia di habitat, è presumibile una sua presenza in altri tratti dell’Appennino, ma è qui che abbiamo caratterizzato e individuato il Soave, e di questo occorre far tesoro”, ha spiegato Pacioni. A cogliere la palla al balzo il vicepresidente di regione Imprudente: “Questa scoperta conferma quanto sia importante anche per la valorizzazione del nostro tartufo, la collaborazione stretta e sinergica con il mondo della ricerca scientifica. Il Soave è espressione dell’entroterra aquilano, la conferma della straordinaria biodiversità, che si esprime necessariamente anche per numero di varietà delle nostre tipologie di tartufo. Ora questa ricchezza dobbiamo valorizzarla e farne oggetto di marketing efficace e mirato”. Tra i temi affrontati nel convegno il ruolo dei batteri nel ciclo biologico dei tartufi, la gestione e la conservazione delle tartufaie naturali e le nuove frontiere della tartuficoltura.

Una prima edizione che ambisce a diventare una kermesse nazionale ed internazionale, sulla falsariga delle manifestazioni ad Alba, in Piemonte, e che questa mattina ha riscosso una grande partecipazione, con circa 60 imprese che espongono in oltre 40 stand e con un ricco programma di eventi culturali, convegni scientifici, masterclass, degustazione di piatti a base di tartufo, b2b tra buyers e aziende, chef di caratura mondiale, e ancora laboratori del gusto con gli studenti degli istituti agrari e alberghieri abruzzesi e “Mani in pasta” esperienze sensoriali al “buio” con l’Unione italiana ciechi.

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