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SULMONA – A primavera dovrebbero partire i lavori mentre la restituzione dell’area alla città è in programma per ottobre 2020. A dettare i tempi della riqualificazione dell’area Celestiniana è il sindaco di Sulmona, Annamaria Casini, nella trasmissione settimanale “Pronto Diciotto”, in onda questa sera alle 21 sul canale diciotto del digitale terrestre. La rubrica del martedì con Onda Tg sono salite in quota, sull’Eremo di Celestino V, per documentare lo stato di degrado e di abbandono di un’area che richiama turisti da dentro e fuori regione. Il gazebo è a rischio crollo come pure le staccionate sono divelte. La burocrazia ha i suoi tempi ma, in attesa dell’avvio dei lavori, i turisti trovano un’area inaccessibile almeno in alcuni punti che presenta elementi di criticità e pericolosità come accertato dai Vigili del Fuoco. “Il progetto è stato presentato e attende tutti i pareri. Per primavera inoltrata partiranno i lavori in modo tale da restituire l’area alla città per il prossimo autunno”- annuncia il sindaco. Il progetto di riqualificazione prevede la sistemazione della strada di arroccamento con la conversione a percorso pedonale botanico-naturalistico, per arrivare al recupero e valorizzazione dello chalet con realizzazione di servizi igienici a norma, zona ristoro, struttura coperta esterna a vetrate per consentirne l’uso nel periodo invernale; la sistemazione del piazzale con realizzazione di un belvedere panoramico e con accesso/parcheggio ai mezzi di servizio da ottenere sotto il livello del plateatico tramite uno sbancamento di modesta entità. La realizzazione della struttura leggera consentirebbe la rimozione dei gazebo pericolanti e delle altre strutture di arredo esterno ormai degradate. Ma non finisce qui. E’ previsto anche un intervento di messa in sicurezza e adeguamento del sentiero di accesso all’Eremo, consistente nella sistemazione del fondo del sentiero, rifacimento di passamano e staccionate nei punti più impervi, sistemazione di punti di illuminazione a pannelli solari per la fruizione serale, realizzazione di una rete di sensori per il monitoraggio dei movimenti del terreno a fini di prevenzione dei rischi, creazione e di una piccola vasca di raccolta acque per la fornitura idrica dell’eremo con opere idrauliche. La “nuova”  area sarà pronta per ottobre anche se la sfida da vincere è quella dell’affidamento della struttura per porre un freno all’inciviltà, visto che la questione degli usi civici, dopo anni di sviste e battaglie burocratiche, è ormai risolta.

Andrea D’Aurelio

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