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SULMONA – Nel corso del 2018 In Abruzzo sono stati 12.089 gli infortuni nei luoghi di lavoro. E di questi 19 hanno avuto esito mortale. Nel 2017 era andata molto peggio, ma il dato della mortalità resta ancora superiore alla media nazionale. E quanto è stato calcolato dall’indagine svolta dall’Osservatorio statistico dei consulenti del lavoro, che ha analizzato gli open data Inail più recenti in materia di infortuni sul lavoro e malattie professionali relativi ai suoi assicurati. Ricerca divulgata in occasione della Giornata Mondiale per la Salute e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro del 28 aprile. Per quanto riguarda l’Abruzzo la situazione può dirsi in miglioramento, anche se la situazione resta grave. Gli infortuni calano infatti del -3,8 e si dimezzano gli infortuni mortali rispetto al 2017. Questi ultimi hanno avuto un’incidenza di 1,6 casi su 1.000. Sopra la media nazionale che è di 1,4 casi su mille, ma sotto la media, se può consolare del Mezzogiorno, che è di 2,2 casi su mille. In base alla ricerca dell’Osservatorio, nel 2018 il 3,8 per cento dei lavoratori assicurati Inail ha subito un incidente su lavoro: si tratta di circa 641 mila lavoratori. L’84,6 per cento degli incidenti si sono verificati durante l’attività lavorativa, (542.743 casi), mentre il 15,4 per cento si è verificato nel tragitto casa-lavoro. I decessi registrati dall’Inail nel 2018 sono stati 1.133. Quelli nel luogo di lavoro, e non nel tragitto casa lavoro, sono stati 786, in aumento del 5,5 per cento e che corrispondono alla media di 1,4 morti, ogni 1.000 eventi di infortunio denunciati. La sicurezza quindi resta una scommessa da vincere anche se già ad avercelo un lavoro di questi tempi è cosa rara. Nel territorio peligno il lavoro è una piaga sociale e per molti quella di oggi non è la festa del lavoro ma la festa della speranza. La speranza di trovarlo, di cercare un’occupazione più stabile e duratura, di lottare contro il precariato. Buon primo maggio. Si fa per dire.

Andrea D’Aurelio

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