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SULMONA – Si chiama “I804” la nuova rubrica di questa testata che da oggi, fino a dicembre, darà la parola alle puerpere peligne. Il 2024 segna un nuovo capitolo per il punto nascita dell’ospedale di Sulmona che è stato blindato nel piano sanità regionale. Non deve più lottare per sopravvivere ma è necessario rialzare numeri e fiducia. Da qui la nostra iniziativa. Ecco la prima storia che arriva da Giulia, che ha gettato le basi oer questo progetto condiviso

“Ho provato così tante volte ad immaginare come sarebbe stato quel momento.
L’ho fatto per 9 mesi interi, sognandolo ad occhi aperti, cercando sempre di far prevalere la forte emozione e l’impazienza di averti tra le mie braccia, alla paura umana della sofferenza e del dolore che il parto naturalmente e per definizione porta con sè, fin dai tempi antichi.
 
Immaginarlo è stato surreale e bellissimo, viverlo è stato impetuoso e forte, ma raccontarlo sembra impossibile a parole.
 
Eppure voglio provarci, amore mio. Perché un giorno tu possa essere orgogliosa di raccontare tu stessa come e dove sei venuta al mondo, e quanto amore ti circondava già dai primi istanti di vita.
 
Penso che non esista espressione più esatta nel dire che metterti al mondo è stato un miracolo. Perché solo un miracolo riesce a farti provare sensazioni di tale portata, intensità e rarità.
 
Sensazioni che si portano addosso nei mesi successivi alla nascita e si rielaborano nel tempo, sempre con un po’ di lucidità in più.
Si dice che i miracoli abbiano durata istantanea e che poche volte si ripetono, ma il nostro no.
 
Perché quel miracolo, avvenuto il 24 Febbraio del 2023, si conferma ogni giorno e prende sempre più forma semplicemente guardandoti: negli occhi grandi e luminosi, nei sorrisi infiniti e dolcissimi, nei progressi veloci e continui.
 
Ma sai qual è la cosa più emozionante che un giorno potrai raccontare anche tu, piccola mia?
 
Il miracolo che sei è frutto dell’unione di un gruppo di forze straordinarie, di un importantissimo, lungo e attento lavoro di squadra
 
Si tratta dell’ equipe medica dell’ospedale di Sulmona, un’equipe di angeli e professionisti che ci ha seguiti fin da quando eri piccola forse come un fagiolo o una ciliegia.
 
Potrai raccontare del Dottor Esposito che, sempre con la battuta pronta, ha allietato tutti i controlli in cui era costretto a rispondere alle mille domande di una mamma già molto premurosa e le curiosità di un papà già super innamorato. Imperarai che ciò che succede nei film, a volte e per fortuna si può riscontrare anche nella realtà. Perché se passione e professionalità sono fondamentali e apprezzabili in qualsiasi campo, in quello medico assumono un’importanza mille volte maggiore e diventano due ingredienti fondamentali affinché le cose possano funzionare sempre al meglio. È proprio grazie a quell’equipe straordinaria che tu potrai dire di aver fatto parte del più vero dei film che racconta la vita.
 
Vorrei che tu possa assorbire da ogni mio ricordo le sensazioni di quella giornata, in modo che ogni festeggiamento che ti vedrà crescere e cambiare anno dopo anno possa racchiudere sempre un po’ di quella magia e di quel miracolo.
 
Di quei giorni ricordo ogni singolo istante come se fosse ora: dal momento in cui siamo arrivati in ospedale in piena notte, alla sera dopo in cui hai scelto di venire al mondo e per la prima volta ti hanno posato su di me in sala parto.
 
È stato un viaggio in aereo che rifarei mille volte con l’equipaggio che abbiamo avuto. Non scorderò mai gli incoraggiamenti di Lucrezia con la sua voce angelica “Brava Giulia, continua così, ci siamo quasi”. È stata paziente, gentile, affabile. È stata sostegno e forza, ancora e bussola, mi ha guidato in una
rotta che conosceva veramente molto bene. È stato proprio alla sua sicurezza esperta che mi sono aggrappata con tutta me stessa nei momenti in cui ho avuto paura che il dolore diventasse superiore alla mia forza. Oggi posso dire con assoluta certezza e gratitudine che, per quanto il parto inevitabilmente porti con sé ricordi nitidi di patimento e sofferenza fisica, la professionalità e la dedizione di Lucrezia mi hanno permesso di sostituirli con ricordi molto più forti e potenti del dolore, quelli di emozione e gioia. 
 
È stata incoraggiante anche per il papà. Lo ha reso partecipe, ingaggiato e sostenuto durante tutta la durata del travaglio e del parto al punto di diventare parte integrante di un momento così topico della nascita di una figlia.
 
Simbolicamente sento di ringraziare lei, a nome di tutte le figure professionali che svolgono questo ruolo in Italia e nel mondo, perché sono veri e propri angeli scesi dal cielo a dare la vita, e ogni ospedale esistente avrebbe bisogno di professioniste ma soprattutto PERSONE come lei. Come ogni mamma e papà meriterebbero di poter avere la grandiosa opportunità di essere affiancati in un momento estremamente delicato come quello del parto, esattamente come lei e tutta l’equipe dell’ospedale di Sulmona ha fatto con noi.
 
Risceglierei l’ospedale della mia città altre mille volte, e spero che anche tu piccola mia possa essere orgogliosa di quell’ I804 che contraddistinguerà per sempre la tua identità.
 
Perché non è solo un codice identificativo, è il simbolo dell’appartenenza alla tua terra.
È la possibilità di dire che sei nata a casa tua, non a chissà quanti chilometri di distanza.
 
E chissà che magari tra qualche anno, quando ti ritroverai a lasciare la tua casa per fare esperienze fuori, ogni volta che leggerai o pronuncerai quell’ I804 sorriderai, perché sentirai sempre forte il legame con le tue origini, perché sentirai che casa è sempre con te.
 
Sei nata a casa tua. E casa tua è rinata ancora una volta con te”

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