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SULMONA – Da un lato ci sono i medici che lanciano l’allarme contro la sedentarietà che potrebbe aumentare a vista d’occhio, dall’altra gli addetti ai lavori che fanno notare come in Corea chi usa i videogiochi fa anche sport e trova il benessere fisico e mentale. E’ polemica anche in città sulla decisione maturata dal Cio (Comitato Internazionale Olimpico) che riconosce i videogiochi come disciplina agonistica. “Gli e-sports competitivi – è scritto nel comunicato del Comitato internazionale olimpico – possono essere considerati un’attività sportiva, e i giocatori coinvolti si preparano e allenano con un’intensità che può essere paragonata a quella degli atleti delle discipline tradizionali”. Tanto è bastato per scatenare le prime reazioni da parte dei medici anche in città. “Forse è un modo di comunicare al mondo che anche stare seduti sul divano equivale a fare sport. Una prevenzione al contrario”- fa notare il dott. Antonio Pacella, medico e nutrizionista. L’uso dei videogiochi riguarda in effetti anche gli stili di vita dei giovani. Se è vero che da un lato si sviluppano abilità mentali, l’attività fisica viene meno. “Bisognerebbe specificare che si tratta di sport mentali”- rimarca Aldo Amandolini che di videogiochi se ne intende. “Messa così può suonare ambiguo ma in Corea, ad esempio, chi usa i videogiochi fa almeno due ore di sport al giorni con un conseguente benessere fisico e mentale”. Un argomento che non è passato inosservato ed ha aperto, finalmente, un dibattito costruttivo.

Andrea D’Aurelio

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