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SULMONA – Altro giro e altra corsa. La risonanza magnetica non  viene ancora posizionata all’interno dell’ospedale super sicuro e innovativo, per il semplice fatto che la stanza che dovrebbe ospitarla risulta grezza e in attesa di interventi. A farne le spese sono gli utenti con spole continue e viaggi della speranza. Questa volta la sorte avversa è toccata al giovanissimo di 21 anni, ricoverato in prognosi riservata nel reparto di rianimazione peligno, in seguito all’incidente dello scorso 5 agosto sulla circonvallazione orientale. Per verificare l’effetto della terapia intensiva e per procedere con un nuovo intervento chirurgico nel nosocomio aquilano, i sanitari hanno richiesto una risonanza magnetica al fine di avere il quadro completo e di confrontare i valori prima di sciogliere la prognosi e passare alla fase successiva. Per sottoporsi all’esame il giovane è stato trasportato in ambulanza da Sulmona ad Avezzano poichè nel locale presidio ospedaliero, contrariamente agli impegni assunti nelle recenti visite istituzionali, il macchinario non ha ancora trovato posto e spazio. Una vicenda che rasenta il paradosso soprattutto per le condizioni del giovane che, seppur monitorato all’interno dell’ambulanza, viene esposto al disagio di un viaggio quando sarebbe più logico siglare una convenzione con strutture private o, meglio ancora, accelerare l’iter per il posizionamento del macchinario. Nuovo impulso è stato dato dal Direttore Generale ma nessun risultato concreto può rilevarsi. Nei mesi scorsi, sempre per le risonanze “fuori sede”, c’è chi è stato rimandato a casa perchè troppo in carne come denunciato dal Tribunale per i Diritti del Malato che da anni si sta battendo per questo ed altri problemi. Perchè la sanità non si affronta con le chiacchiere.

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