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SULMONA – Il sindaco dimissionario Annamaria Casini ha chiesto un Consiglio Comunale straordinario per il prossimo 31 agosto, ultimo giorno utile per ritirare le dimissioni prima che le stesse assumano un carattere irrevocabile ed effettivo, aprendo le porte al commissariamento dell’ente e al ritorno alle urne. Una richiesta che ha spiazzato qualcuno ma non tutti, sicuramente una parte della sua maggioranza, chiamata alla resa dei conti direttamente dal primo cittadino, davanti alla città, nel luogo più alto di discussione politica per un amministratore di Palazzo San Francesco. Quello stesso luogo che lei però più volte ha abbandonato. Accadde l’ultima volta lo scorso 10 agosto, poco prima di consegnare la sua lettera di dimissioni alla città, protocollata il giorno successivo. Ma ora, alla fine, è lei a prendere l’iniziativa. Nella richiesta presentata tramite pec al Presidente del Consiglio Comunale Katia Di Marzio si parla di “comunicazioni del sindaco in relazione alle dimissioni presentate in data 11 agosto”. Il 31 scadrà quindi il termine dei venti giorni e come atto estremo la Casini chiede la resa dei conti, sfidando a viso aperto i “suoi” consiglieri e quelli dell’opposizione, sempre che alla fine si riesca a raggiungere il numero legale. La Di Marzio intanto si è già attivata con un giro di telefonate e per domani sarà convocata la conferenza dei capigruppo per fissare data e orario del Consiglio che assume un carattere urgente e straordinario come richiesto dal sindaco. Questa volta sarà la Casini a rompere il ghiaccio. A comunicare e parlare sarà lei e solo fra qualche giorno, salvo sorprese, si conoscerà il tono del suo discorso. Se sarà ancora di commiato come la lettera di dimissioni che lei stessa ha chiarito però di non essere dettata dalla rabbia o piuttosto un’analisi di venti giorni passati tra Repubblica Ceca, Sulmona e Campo di Giove, fatti sicuramente di incontri, vertici e telefonate, quelle a cui ha risposto s’intende. Le prime reazioni hanno subito suscitato fibrillazione ma per qualche consigliere anche liberazione. Almeno fino a venerdì si può respirare, per modo di dire, in attesa del confronto a viso aperto in Consiglio, sempre se ci sarà.

Andrea D’Aurelio

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