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SULMONA – C’era una volta il chiassatoio di padre Egidio, il tavolo di biliardino e ping pong, l’angolo dei videogiochi. Non solo un oratorio-convento ma una vera e propria “tana” per le giovani generazioni che lì hanno imparato a crescere e confrontarsi. Un pezzo di storia e d’identità della città, destinato ora ad essere consegnato agli annali dopo 66 lunghissimi anni. Il convento e la parrocchia di San Francesco Di Paola, a Sulmona, vanno verso la chiusura. L’ufficialità è arrivata in questi giorni dall’ordine provinciale che ha preso atto della generale carenza di vocazioni nonchè della difficoltà a rimpiazzare i frati. Nell’organico sono rimasti solo due frati, numero insufficiente rispetto al minimo di tre. In più, il prossimo 10 ottobre, andrà via anche il cappellano del nosocomio cittadino, per via dell’età e delle sue condizioni di salute. Per questo dai piani alti hanno deciso di chiudere i battenti visti i numeri pressocchè scarsi, in linea con quanto avvenuto negli anni passati per i salesiani di Cristo Re e recentemente con il monastero di clausura di Corfinio. La notizia è stata già resa pubblica nella comunità parrocchiale con grande dispiacere per i ferventi fedeli che sono stati informati del fatto che le attività pastorali non prenderanno il via, alla luce della scelta dell’Ordine dei frati cappuccini. Insomma questa volta non basterà un Padre Nostro e una decina del Rosario per salvare il convento francescano che per intere generazioni di sulmonesi rappresenta un punto di riferimento storico nonchè un pezzo di vita e di cuore. D’altronde l’odore di chiusura era stato avvertito già nel 2016 quando l’attuale parroco, padre Nicola Galasso, già Provinciale dell’Ordine, aveva accettato di traghettare la parrocchia sulmonese per tenere in vita il convento. Dal 1995 ad oggi la progressiva diminuzione di frati è palpabile. Basti pensare che sono stati chiusi dodici conventi sul territorio provinciale. Recentemente è toccato a Guardiagrele e Chieti. Stessa sorte tocca ora a Sulmona. Nei prossimi giorni si conoscerà con esattezza la data della chiusura che scatterà, verosimilmente, per la metà di ottobre. La speranza è che l’ordinario del luogo provveda a designare un nuovo parroco, tra i presbiteri secolari, per mantenere in vita la parrocchia, visto l’ampio bacino d’utenza. Un’operazione che si annuncia complicata vista la generale crisi vocazionale. Ma guai a porre limiti alla Divina Provvidenza. Questa volta è il caso di dirlo.

La Storia

Padri Paolotti, dell’Ordine dei Minimi di San Francesco di Paola, giunsero in città probabilmente grazie alla famiglia Capograssi – molto devota al Santo – e si stabilirono nella zona fuori Porta Napoli, dove era la piccola chiesa di Santa Maria delle Grazie.

Nel 1619, infatti, i Sindaci del Comune di Sulmona avevano concesso loro questo sito con alcuni fabbricati e terreni adiacenti per permettergli la costruzione di una nuova chiesa – iniziata nel 1620 – e di un Convento. È al Capitano Vincenzo De Benedictis che si deve l’ampliamento dell’edificio sacro ed il completamento del primitivo convento, che egli donò ai Minimi nel 1662. Le strutture, danneggiate dal sisma del 1706, furono ricostruite ed ampliate già dal 1742.

Purtroppo la precaria situazione economica dei religiosi li costrinse alla vendita di terreni e proprietà, ma anche di parte del convento che poi fu soppresso (1770) e alienato sub asta a don Nicola Antonio Trasmondi, Marchese di Introdacqua; fu così che la chiesa fu affidata al Vescovo e i Paolotti lasciarono la città.

L’edificio sacro e l’orto divennero un cimitero mentre il convento rimase disabitato fino a che i Padri Cappuccini, costretti a loro volta nel 1866 a lasciare il Convento di San Giovanni Evangelista per la soppressione degli Ordini religiosi, tra il 1875 e il 1895 acquistarono il Convento di San Francesco di Paola ed il vicino orto e vi si stabilirono. La chiesa però, custodita da un eremita, rimase di proprietà del vescovo fino al 1906.

I Cappuccini negli anni decorarono la chiesa ed ampliarono il convento, adattandolo alle diverse funzioni nel corso del tempo. La data 1931 sulla soglia dell’ingresso potrebbe riferirsi al rifacimento del pavimento o ad altri lavori di ripristino dell’edificio. Nel marzo 1956, infine, la chiesa di San Francesco di Paola divenne parrocchia, affidata sempre ai Padri Cappuccini.
Un incendio, divampato all’interno della chiesa nel 1974, danneggiò la parte absidale con l’antico coro, che fu prontamente restaurata.

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